Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 07/07/2018

Rapporti di vicinato: esempi concernenti solidità, stabilità ed immobilizzazione del manufatto rispetto al suolo

Più volte s'é ribadito come, affinché si possa parlare di costruzione, nei termini rappresentati dall’articolo 873 del codice civile (e, dunque, ai fini dell'osservanza delle distanze legali nelle costruzioni, prescritte dall'art. 873 c.c. e dalle norme di questo integrative), sia necessario, innanzitutto, che il manufatto, oggetto del contendere, abbia i caratteri della solidità, della stabilità e dell’immobilizzazione rispetto al suolo (avuto riguardo alle finalità della disciplina, di regolare i rapporti intersoggettivi di vicinato, assicurando in modo equo l'utilizzazione dei fondi limitrofi) - si veda, per un approfondimento, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -.

Copiosa appare la casistica giurisprudenza rilevante in materia; tra le più recenti, si segnalano le seguenti pronunce: nella prima, la Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito che, in forza di motivazione inadeguata, aveva escluso di poter ravvisare gli estremi della costruzione nell'opera di rialzamento del terreno, pur riferendo della realizzazione, su tale rialzamento, di un lastricato e di un muro di contenimento; nella seconda, in applicazione del suesposto principio, la Corte ha considerato come costruzione le opere effettuate per la creazione di una piscina, che si erano concretizzate nell'innalzamento di un muro di contenimento e nella realizzazione di un riempimento al cui interno era stata posizionata la piscina, confermando la decisione dei giudici del merito che avevano condannato il proprietario al rispetto delle distanze legali; con la terza, il giudicante precisa che, in tema di distanze tra costruzioni, nel calcolo della distanza minima, il locus a quo coincide con la proiezione al suolo sul piano ideale su cui viene a giacere la linea di confine della parte più sporgente della costruzione e, conseguentemente, vengono in considerazione tutti gli elementi costruttivi aventi i caratteri della solidità, della stabilità e dell'immobilizzazione rispetto al suolo; da ultimo, la Suprema Corte ha cassato la sentenza che aveva omesso di considerare, ai fini delle distanze, un corpo accessorio costituito dai servizi igienici, stante le dimensioni consistenti e la stabile incorporazione al resto dell'immobile, così da ampliarne la superficie o la funzionalità economica, costituendo con l'immobile una costruzione unitaria.

Ulteriormente, si confrontino le seguenti pronunce, laddove: si afferma come il carattere della provvisorietà - elemento che, in difetto di ulteriori specificazioni si risolve in una mera presunzione di carattere temporale - non incida sulla nozione di costruzione, la quale si caratterizza unicamente per le sue caratteristiche edificatorie; si è escluso che possa qualificarsi costruzione il pergolato utilizzato quale sostegno per una albero di limone; si è ritenuto integrare la nozione di "costruzione", ai fini civilistici, una baracca di zinco costituita solo da pilastri sorreggenti lamiere, priva di mura perimetrali ma dotata di copertura; infine, si è ritenuto integrare la nozione di «costruzione», ai fini civilistici, un traliccio metallico alto oltre trenta metri con annessa cabina, destinata alla diffusione radiomobile: cfr. Cons. Stato Sez. IV, 01/02/2017, n. 412, che ripercorre Cass. 5.1.00, n. 45, GCM, 2000, 19, GI 2000, 1140; Cass. 12.2.98, n. 1509, GCM, 1998, 326, FI 1998, I,1091, UApp 1998, 635; Cassazione civile, sez. II, 20/07/2011, n. 15972, Giust. civ. Mass. 2011, 7-8, 1095; Cassazione civile, sez. II, 17/06/2011, n. 13389, Diritto & Giustizia 2011.

Invece, non sono computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano funzione meramente ornamentale, di rifinitura o accessoria di limitata entità, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le grondaie; rientrano, invece, nel concetto civilistico di "costruzione" le parti dell'edificio, quali le scale, i corpi avanzati (cd. aggettanti) che, seppure non corrispondono a volumi abitativi, sono destinate ad estendere e ad ampliare la consistenza del fabbricato, così come in tale ambito rientra ogni manufatto che, per struttura e destinazione, abbia carattere di stabilità e di permanenza (così, ad esempio, Tribunale Sala Consilina, 18/04/2011; cfr. anche Cassazione civile, sez. II, 22/02/2011, n. 4277 Giust. civ. Mass. 2011, 2, 278 “Sicché le distanze devono essere calcolate non dalla parete dell'edificio maggiore, ma da quella più prossima alla proprietà antagonista”; Cassazione civile, sez. II, 18/02/2011, n. 4008, Guida al diritto 2011, 14, 58; Cassazione civile, sez. II, 11/03/2010, n. 5897, Vita not. 2011, 1, 89; Cassazione civile, sez. II, 19/10/2009, n. 22127, Giust. civ. Mass. 2009, 10, 1464 Giust. Civ. 2010, 7-8, 1691 Riv. giur. edilizia 2010, 2, 421; Cassazione civile, sez. II, 27/10/2008, n. 25837, Giust. civ. Mass. 2008, 10, 1522.