Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 13/02/2020

Rapporti di vicinato, distanze e confini: demolizione indipendentemente dall'effettiva esistenza di danno e tutela possessoria

Anche nel caso di violazione dei regolamenti locali richiamati dall’articolo 873 del codice civile, il diritto alla riduzione in pristino, mediante la demolizione della costruzione sino al limite della distanza prescritta, sorge per il solo fatto dell'indicata violazione di tali norme, indipendentemente dall'effettiva esistenza del danno; danno che, peraltro, la giurisprudenza considera prevalentemente sussistere “in re ipsa”, senza necessità di una specifica attività probatoria, determinando la suddetta violazione un asservimento di fatto del fondo del vicino; danno conseguenza e non danno evento, dunque, essendo l'effetto, certo ed indiscutibile, dell'abusiva imposizione di una servitù nell’altrui fondo e, quindi, della limitazione del relativo godimento, che si traduce in una diminuzione temporanea del valore della proprietà medesima - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -.

Più precisamente, il capoverso dell'art. 872 c.c. deve interpretarsi nel senso che l'onere della prova dell'effettiva sussistenza del danno riguarda esclusivamente le norme edilizie diverse da quelle integrative del codice civile - per le quali, come detto, compete soltanto il diritto al risarcimento, se e nella misura in cui si sia verificato il danno -.

D’altro canto, le distanze fra le costruzioni sono predeterminate con carattere cogente in via generale ed astratta, in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza, di guisa che al giudice non è lasciato alcun margine di discrezionalità nell'applicazione della disciplina in materia per equo contemperamento degli appositi interessi; e, in caso di costruzione realizzata senza l'osservanza delle distanze legali o regolamentari, il giudice deve ordinare incondizionatamente la riduzione in pristino, ancorché questa possa incidere sulle parti dell'edificio regolari

Ancora, quale corollario alla conseguenza della facoltà di chiedere la demolizione del manufatto illegittimo, alla natura integrativa dei regolamenti locali richiamati consegue la possibilità, per il danneggiato, di richiedere la tutela possessoria.