Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 12/02/2018

Quella povera ragazza tagliata in due

A voi che oggi piangete su quella sfortunata  fanciulla diciottenne, luminosa, riccioluta e malinconica,  che  ha fatto la fine che sappiamo, per overdose,  spezzata poi fra due trolley, una metà di qua una metà di là,  mi limito a domandare: ma dove eravate tutti quanti,  quando abbiamo scritto, Rita Rossi e io, 10 anni fa circa, un progetto di legge sul ‘Piano di Trattamento Vincolante’, progetto ritirato poi frettolosamente alla Camera perché un fuoco amico di  vari psichiatri e benpensanti italiani  (ma l’angelo sterminatore dove sta facendo il suo letargo in questi anni?) ha imposto alla Ministra di ritirarlo?

Vi chiedo cioè: non era meglio se esisteva già, nel sistema,  un  criterio per fare in modo  che quella poveretta ancora adolescente, in sostanza,   NON lasciasse la Comunità terapeutica dove stava disintossicandosi?  Non conveniva, cioè,  che ci fosse  già nell’ordinamento italiano  uno strumento normativo pensato per casi come questi, non strettamente pischiatrici,  non suscettibuili come tali di applicazione analogica rispetto al tso della legge 180, del 1978.

Non vi pare giusto insomma che,  se un’anoressica è scesa sotto i 30 chili, presto magari 29, 28, o se una madre che aspetta un figlio (per fare un altro esempio) continua a bere due litri di grappa al giorno, si faccia qualcosa per evitare che l’industria dei trolley prosperi?

Certo,  con tutta la dolcezza del caso; giudici delicati e comprensivi (ce ne sono), amministratori di sostegno perspicaci ed empatici, psicologi dotati e dalla mano leggera, garanzie, comunità affidabili,  controlli accurati e periodici  per evitare soprusi, ampi poteri di reclamo e di protesta all’interessato     però immaginiamo qualcosa no? Subito, domani,  già in aprile 2018  --- qualcosa di serio, di effettivo, non furbesco, di  non clandestino, di non arbitrario

  >>> qualcosa  che faccia sì che, a chi è a un passo dal’irreparabile, si possa dire: “non c’è nessuna ragione Francesco, Sandra, Maia, Gianni, Roberto, che tu muoia, fra due ore, praticamente suicidato con l’eroina, o col Ricard a go-go, o che tu  Manolo stasera tu picchi come al solito (quando sei a casa)  tua nonna che non ti dà i 50 euro per la dose, ---  è meglio se stai qui, oggi, possiamo trattenerti oggi, spiegarti, ascoltarti, c’è una nuova legge, non ti  abbandoneremo al tuo oscuro malessere, né abbandoneremo quelli cui potresti fare del male  – resterai ancora un po’ qui, con noi”, anche se non vuoi

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