Diritto, procedura, esecuzione penale - Punibilità, sanzioni -  Michela Del Vecchio - 22/05/2018

Quale stato di necessità nell’occupazione arbitraria di un immobile? – Tribunale di Frosinone, Sez. Pen, 1381/17

E’ noto che l’art. 54 c.p. esclude l’antigiuridicità al fatto (Azzati, voce Stato di necessità, in Nov. Dig. It., XVIII, 356) commesso da chi è stato costretto dalla necessità di salvare sé ed altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona “pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo” (così testualmente art. 54 cit.).

Secondo la dottrina (Manna A., Lo stato di necessità alla luce dei principi costituzionali: il concetto di danno grave alla persona e il diritto al lavoro, in Giur. Merito, 1982, 421) infatti tale scriminante trova il suo fondamento nel bilanciamento di interessi dinanzi al quale l’ordinamento resterebbe indifferente per mancanza di danno sociale.

Evidente, come chiarito oramai da consolidata giurisprudenza, che il pericolo deve essere sì grave (nel senso di non poter essere evitato con un comportamento diverso) ma soprattutto attuale (il danno derivante cioè deve essere imminente secondo un preciso collegamento causale tra la necessità di sacrificare un interesse penalmente protetto e lo scopo di evitare uno specifico e determinato pericolo).

Di quanto sopra indicato ne dà contezza il Tribunale di Frosinone che, con la decisione in commento, applica la scriminante in questione a tutela di un diritto inviolabile della persona (in specie del diritto alla salute) facendo prevalere, nel bilanciamento di interessi di cui si è detto, la persona e le sue necessità abitative rispetto ad aspetti patrimoniali quale il diritto di proprietà (pure tutelato dall’art. 42 Cost.). Il tutto, però, entro precisi e delineati limiti temporali.

Il Tribunale di Frosinone, in particolare, ha offerto una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 54 c.p. operando, nell’ambito come detto dei diritti inviolabili della persona (costituzionalmente protetti: diritto alla salute e diritto alla proprietà), un giudizio di valore più quantitativo che qualitativo e facendo prevalere il diritto alla salute di cui all’art. 32 Cost. ma all’interno di limiti temporali ben delineati.

L’agere contra jus del privato cittadino, in altri termini, secondo i Giudici di Frosinone, in presenza di un pericolo grave e attuale alla salute impedisce di evidenziare l’antigiuridicità del “fatto illecito” in sé e consente il “sacrificio” del diritto di proprietà seppur di carattere meramente transitorio (non potendo costituirsi infatti una fattispecie impropria di indennizzo senza esproprio).

E così la madre che per le gravi condizioni di salute di un figlio, pur in lista per l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare, si vede costretta a lasciare il proprio alloggio per carenza delle condizioni igienico sanitarie e si trova ad occupare arbitrariamente altro alloggio pur popolare viene assolta in quanto ha agito per la tutela di un diritto inviolabile del proprio figlio che prevale, vista la temporaneità delle condizioni di carenza di alloggio, su ogni altro diritto di carattere meramente patrimoniale.

Il diritto della persona, dunque, viene riaffermato come diritto prioritario verso cui rivolgere l’attenzione della tutela giuridica.