Diritto, procedura, esecuzione penale - Procedura penale -  Carol Comand - 16/03/2019

Può la nuora di un’ultranovantenne che è stata derubata costituirsi parte civile per la mancata eredità? - Cass. pen. n. 58273/18

Da una recente pronuncia della Corte di cassazione, sezione IV penale, giunge qualche chiarimento sull’azione di parte civile nel procedimento penale.

La vicenda processuale trae origine da un furto di preziosi perpetrato in danno ad un’anziana costretta a letto per la maggior parte del tempo in condizioni di non autosufficienza e di deficit cognitivo.

Il danno, peraltro, si rivela di ingente entità (certamente, il valore dei preziosi, supera le svariate centinaia di migliaia di euro) ed i gioielli sottratti, a quanto risulta da una scrittura redatta da una persona di servizio e sottoscritta dall’anziana, sarebbero stati quasi tutti destinati in eredità alla nuora.

Nel procedimento conseguito all’accertamento del furto ed instaurato con rito abbreviato nei confronti di una delle due imputate (entrambe prestavano attività lavorativa quali persone di servizio nell’appartamento in cui vive l’anziana), la parte offesa non si è costituita parte civile.

A costituirsi parte civile è stata, invece, relativamente al reato di calunnia ascritto alla medesima imputata, la nuora dell’anziana.

Nel giudizio di merito l’imputata viene parzialmente riconosciuta colpevole rispetto alle imputazioni formulate e viene, altresì, condannata al risarcimento del danno nei confronti della parte costituita nonostante l’assoluzione dal reato di calunnia.

In particolare, inoltre, si riconosce il diritto alla nuora al risarcimento del danno quale persona danneggiata dal furto dei gioielli "non solo perché essi erano, quanto meno in parte, a lei destinati, ma anche in ragione del tradimento del rapporto di fiducia da parte della C., che ha aggirato le sue indicazioni circa le modalità di custodia dei beni".

Riguardo alla riportata affermazione, nella pronuncia che si segnala, la Corte, ripercorsa la differenza tra la persona offesa dal reato, ovvero colei che da quest’ultimo subisce una lesione nella sfera dei suoi interessi, coincidenti con il bene giuridico tutelato dall’ordinamento ed il semplice danneggiato, comunque vittima ma portatore di un interesse privato non tutelato dalla norma penale e del quale di norma il pubblico ministero non si fa carico, ribadisce che una statuizione sul risarcimento del danno richiede l’esercizio della relativa azione secondo le forme della domanda giudiziale civile nel rispetto delle regole probatorie.