Cultura, società - Formazione -  Claudia Carioti - 29/03/2017

Presentazione del Libro LA PROTEZIONE DELLA PERSONA FRAGILE NELL'ORDINAMENTO PENALE, CLAUDIA CARIOTI, KEY Editore, 2017, Roma, 31.03.2017.

 

L'evento, gratuito e per il quale è stato richiesto l'accreditamento all'Ordine degli Avvocati di Roma, avrà luogo presso la Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma, venerdì 31/03/2017 alle ore 17.

Si chiede di confermare la partecipazione inviando una mail a formazione@keyeditore.it .

Si allega la locandina dell'evento.

 

«Non Giove a me lanciò simile bando,

né la Giustizia, che dimora insieme coi Dèmoni d"Averno,

 onde altre leggi furono imposte agli uomini;

e i tuoi bandi io non credei che tanta forza avessero da far sí che le leggi dei Celesti,

non scritte, ed incrollabili, potessesoverchiare un mortal:

ché non adesso furon sancite, o ieri: eterne vivono esse;

e niuno conosce il dí che nacquero (…).»

SOFOCLE, Antigone.

 

Il libro rappresenta l'occasione per dare voce ad un progetto di studio su una materia delicata che è quella della tutela del minore di età e della persona portatrice di una fragilità psichica.

La problematicità degli aspetti che si innestano intorno, soprattutto, al mondo del minore è data dai recenti e continui interventi del Legislatore, volti ad apprestare una maggior tutela: è stato ed è un cammino lento,  attenzionato anche dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo.

Ho sentito, sin dai primi capitoli, la necessità di domandarmi chi sia oggi la persona fragile e come venga tutelata dalle norme non solo penali, se sia portatrice di un interesse o di un diritto soggettivo, se sia qualificabile come soggetto passivo del reato nei casi nei quali non detiene l"esercizio del diritto di querela.

Si sarebbe dovuto fare di più, se solo si pensa che ancora oggi non abbiamo nel nostro Codice Penale una Sezione dedicata al minore ed una dedicata alla persona incapace.

La delicatezza della situazione, per un verso, vede il bambino vittima di reato, al quale – una volta convocato per essere sentito nell'ambito di un procedimento penale, seppure con delle modalità protette – è chiesto di ricordare un momento traumatico del suo vissuto, rischiando di divenire per una seconda volta vittima e, per un altro, la posizione dell"imputato (spesso un prossimo congiunto) che inizia a vivere uno stato di sofferenza già dalla notificazione della notizia di reato perché l"avvio di un procedimento penale, indipendentemente dall'esito assolutorio o di condanna (che tarderà ad arrivare), è già una pena per un innocente.

La ricerca della verità sostanziale può non coincidere con quella processuale che si forma lentamente nel dibattimento o durante le indagini, nel caso di procedimenti cartolari.

Il mio tentativo di studio è volto, pertanto, a condividere taluni quesiti su argomenti problematici riguardanti la persona fragile, vittima di reato: si tratta di un mero tentativo di risposte in una materia delicata, oggetto negli ultimi anni di ripensamenti dalla giurisprudenza interna e sovrannazionale.

Claudia Carioti