Cultura, società - Intersezioni -  Maria Rosa Pantè - 11/11/2019

Piccole speranze

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Da circa un mese Rebecca è arrivata in Italia, da Abidjan. E’ arrivata con l’aereo, siamo andati a prenderla a Milano, piccolina, stanca di un viaggio di molte ore (per pagare meno), felice di essere in Italia e di rivedere dopo circa 5 anni sua madre.

Le sue sorelline di 12 anni, gemelle, dovrebbero arrivare anche loro, manca solo la prova del DNA, anche loro devono ricongiungersi alla madre, ma appunto bisogna essere sicuri, per evitare di introdurre chissà chi. Non vi pare?

Ma non è di loro che voglio parlare. Rebecca, 21 anni, è iscritta all’università e frequenta il corso di lingue e letterature straniere. Predilige il Francese ovviamente, le piace Etnologia, fa un po’ fatica con Linguistica e con Letteratura italiana, deve studiare Foscolo, che per lei è un nome, forse anche un po’ difficile da pronunciare. Per lei è tutto piuttosto nuovo ed è curioso pensare a un nostro studente che debba andare in Costa d’Avorio a studiare di uno scrittore ivoriano. Difficile, la nostra cultura la respiriamo dalla nascita (ok, chi più chi meno, ma molto meno), ma per chi viene da un mondo così diverso.

Conosco da circa due anni la mamma di Rebecca che è un rifugiato politico, l’ho ospitata quando dopo il centro di accoglienza doveva trovare un piccolo aiuto, una spinta per ripartire. Infatti ora lavora (indovinate? Fa la badante), ha una casa in affitto e sta per ricongiungere qui la famiglia (il marito è disperso nella guerra che anche Rebecca ha patito). Una donna forte, io le dico che lei certo fa una vita di sacrifici, ma per le sue figlie sarà diverso.

A dispetto degli scemi su web e sparsi per l’Italia, io credo che sarà così. Il futuro, se non faremo del tutto impazzire il clima, cioè se non saremo noi del tutto pazzi, è di queste ragazze, più ancora che dei maschi. Queste ragazze e le loro madri. Io sono contenta di essere amica della madre di Rebecca che mi ha aperto orizzonti su punti di vista lontani, sono contenta di andare in giro con Rebecca e sua madre, nessuno ci ha mai detto nulla anche se siamo bianco/nere. Nemmeno i tifosi del Toro.