Responsabilità civile - Ingiustizia, cause di giustificazione -  Riccardo Mazzon - 21/01/2019

Patetente scaduta, superamento limiti di velocità, etc.: guidare e parcheggiare male in stato di necessità

Già in epoca precedente all’entrata in vigore dell’art. 4 l. 24 novembre 1981 n. 689, la giurisprudenza ammetteva l’applicazione della causa di giustificazione dello stato di necessità, nell’ambito dell’illecito amministrativo, facendo leva sull’applicazione analogica dell’art. 54 c.p.: così, è stato deciso che, negli illeciti sanzionati con una pena pecuniaria, di natura amministrativa, opera l'esimente dello stato di necessità - anche nella forma pattuita, che ricorre nell'ipotesi in cui il trasgressore abbia agito nell'erroneo convincimento, non dovuto a colpa, che sussistano le condizioni, in realtà in tutto o in parte assenti, perché il fatto non sia punibile - di cui all'art. 54 c.p., applicabile in via analogica, con la conseguenza che la responsabilità del trasgressore va esclusa ove ricorrano i presupposti oggettivi e le condizioni soggettive previste da tale norma, la cui dimostrazione incombe al trasgressore medesimo; in applicazione di detto principio, la Suprema corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito, che aveva ritenuto illegittima l'ordinanza prefettizia di condanna ad una sanzione amministrativa pronunziata a carico di un automobilista sorpreso alla guida di un'autovettura in un giorno festivo, nel periodo in cui vigeva il divieto di cui al d.l. 23 novembre 1973 n. 741 e che si era difeso allegando di avere agito in stato di necessità, quanto meno putativa, per essere stato costretto ad accompagnare a casa una persona colta, di notte, da improvviso malore.

Successivamente, l’entrata in vigore dell’art. 4 citato, ha imposto l’applicazione dei principi fissati dagli artt. 54, 55 e 59 c.p. anche alle violazioni amministrative, con l’ovvia avvertenza che l’applicazione dell’art. 54 c.p. è ravvisabile solo in presenza di tutti gli elementi da esso richiesti: così, ad esempio, è stato espressamente deciso che, in tema di infrazioni amministrative, lo stato di necessità, contemplato dall'art. 4 l. 24 novembre 1981 n. 689 come causa di esclusione della responsabilità, è ravvisabile solo in presenza di tutti gli elementi previsti nell'art. 54 c.p., incluso il pericolo attuale di danno grave alla persona.

L’applicazione dei maggiori principi suddetti si è naturalmente verificata nell’ambito delle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada - dettagli, anche relativamente alle pronunce infra richiamate, in "Le cause di giustificazione nella responsabilità per illecito", Riccardo Mazzon, Milano 2017 -; così, ad esempio, è stata “scriminata” la condotta del radiologo che avesse superato i limiti di velocità per rispondere ad una convocazione urgente in ospedale, deducendo che è applicabile l'esimente dello stato di necessità, di cui al coordinato disposto degli art. 4 l. 24 novembre 1981 n. 689 e 54 c.p., alla violazione amministrativa del superamento del limite di velocità determinato dall'esigenza di far fronte a urgente occorrenza connessa col servizio sanitario; allo stesso modo, si è considerato scriminato il comportamento di chi avesse utilizzato un veicolo privo di certificato di revisione periodica, al fine di accompagnare d’urgenza presso un ambulatorio medico un soggetto accidentalmente caduto: in particolare, è stato chiarito che l'esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da "stato di necessità", secondo la previsione dell'art. 4 della l. n. 689 del 1981, postula, in applicazione degli art. 54 e 59 c.p., che fissano i principi generali della materia, una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l'erronea persuasione di trovarsi in tale situazione, persuasione provocata da circostanze oggettive: pertanto, con riguardo alla infrazione consistente nella circolazione di veicolo che non abbia superato la revisione periodica, la suddetta esimente può essere invocata ove detto veicolo sia stato usato per il trasporto di persone che si trovino in uno stato di pericolo fisico, anche putativo, purché si sia in presenza di circostanze concrete.

Pure ricadente sotto l’applicazione dell’art. 54 c.p. si è stabilito essere il comportamento di chi abbia guidato un’autovettura con patente scaduta, al fine di acquistare medicinali per il figlio malato: così è stato deciso che non risponde della contravvenzione di cui all'art. 88 c.s. - ricorrendo l'esimente dello stato di necessità ex art. 54 c.p. - colui che si è posto alla guida di un'autovettura con patente scaduta di validità al solo scopo di acquistare medicine per il proprio figlio gravemente ammalato e che ne aveva urgente necessità.

L’applicazione dei principi generali porta, peraltro, ad escludere l’applicazione della scriminante nei casi di finalità meramente patrimoniali, quale l’evitare danni di natura economica: si veda, per un esempio, la pronuncia secondo cui l'esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da stato di necessità, secondo la previsione dell'art. 4 della l. 24 novembre 1981 n. 689, postula, in applicazione dei principi fissati dagli art. 54 e 59 c.p. un'effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l'erronea persuasione di trovarsi in tale situazione, provocata non da mero stato d'animo, ma da circostanze concrete che la giustifichino; pertanto, con riguardo all'infrazione consistente nella circolazione di veicolo sprovvisto della carta di circolazione (art. 58 del c. strad.), la suddetta esimente non può essere invocata, ove detto veicolo venga usato per il trasporto di persone, senza che queste si trovino in uno stato di pericolo fisico, reale o putativo nel senso specificato, ed al fine di consentire al contravventore di evitare danni di natura economica, quale quello per mancato puntuale adempimento di un contratto di trasporto.