Pubblica amministrazione - Generalità, varie -  Redazione P&D - 17/09/2019

Parere Consiglio di Stato - sez. consultiva per gli atti normativi 9/9/2019 n. 2368, fondo incentivante per le funzioni di cui all’art. 113 del d lgs 18 aprile 2016 n. 50 - Gabriele Gentilini

Ulteriore interessante parere espresso dal Consiglio di Stato sulla ancor più complessa materia del fondo incentivante per le funzioni tecniche.
In particolare si deduce dal testo del parere, riferito a specifico caso, che “Richiamando dunque quanto già osservato dalla Sezione nel citato parere n. 2324/2018, deve  osservarsi  che,  pur  nelle  novità  del  nuovo  quadro  normativo ,  rispetto  a  quello  del previgente  codice  di  settore  del  2006  (artt.  92,  comma  5,  e  93,  commi  7  ss .,  del  d.lgs .  n. 163  del  2006),  l’istituto  della  remunerazione  incentivante  del  personale  dipendente  della stazione  appaltante  per  le  attività  tecniche  afferenti  alla  programmazione,  alla progettazione,  alla  gestione  delle  procedure  selettive  e  alla  realizzazione  e  collaudo dell’opera,  dei  lavori  e,  nei  casi  previsti,  anche  degli  appalti  di  ser vizi  e  di  forniture,  non risulta  radicalmente  mutato  nelle  sue  linee  portanti  e  nelle  sue  precipue  finalità,  sicché resta  utile  un  attento  raffronto  con  la  normativa  regolamentare  previgente  …..,  rispetto  alla  quale  sarebbe  stato  opportuno poter  disporre  di  un’approfondita  V .I.R.  (valutazione  dell’impatto  della  regolazione), così  da  poter  trar re  spunto  dalle  criticità  pregresse  incontrate  nell’applicazione  della normativa  previgente  per  affinamenti,  miglioramenti,  indicazioni  anche  innovative  da inserire  nel  nuovo  testo  regolamentare.”
Inoltre e sempre dal testo del parere “La  sezione  rileva  altresì  la  novità  procedurale  che  sembra  caratterizzare  la  norma  del 2016 rispetto a quella del 2006 e consistente nell’apparente inversione del rapporto fra il regolamento  e  la  fonte  di  contrattazione  collettiva:  quest’ultima,  nel  quadro  normativo vigente,  segue  il  regolamento  come  suo  sviluppo  specificativo  di  dettaglio  anziché precederlo  (il  comma  3  dell’art  113  prevede  infatti  che:  “L'ottanta  per  cento  delle  risorse finanziarie  del  fondo  costituito  ai  sensi  del  comma  2 è  ripartito ,  [  …] con le  modalità e  i  criteri  previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, sulla base di apposito regolamento adottato dalle  amministrazioni  secondo  i  rispettivi  ordinamenti”).  Viceversa,  l’art.  9,  comma  5,  del previgente Codice prevedeva che: “Una  somma  non  superiore  al  2 per  cento  dell'importo  posto  a base  di  gara  di  un'opera  o  di  un  lavoro ,  […]  è  ripartita,  per  ogni  singola  opera  o  lavoro ,  con  le modalità  e  i  criteri  previsti  in  sede  di  contrattazione  decentrata  e  assunti  in  un  regolamento  adottato dall'amministrazione,  […]”.  Con  tutta  evidenza,  cioè,  mentre  nel  sistema  precedente  al regolamento  spettava  solo  di  recepire  quanto  determinato in  sede  di  contrattazione,  nel regime  del  nuovo  codice  il  regolamento sembra  dover  rappresentare  il  presupposto  –  la “base”  –  da  cui  potrà  muovere  la  contrattazione  decentrata  integrativa  per  determinare le modalità e i criteri per la ripartizione del fondo.”
Segue il testo del parere.