Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Maria Rita Mottola - 08/02/2019

Pamela la abbiamo uccisa noi

====

 

 PAMELA LA ABBIAMO UCCISA NOI. NON L’HA UCCISA LA TRASCURATEZZA DI UNA COMUNITA’ O L’INESISTENZA DELLE LEGGI CHE OBBLIGANO LE PERSONE A FARE O NON FARE PER IL LORO BENE.

PAMELA LA ABBIAMO UCCISA NOI CHE FACCIAMO FINTA DI CREDERE A QUELLO CHE CI RACCONTANO E NON SCAVIAMO MAI NEL PROFONDO.

PAMELA LA ABBIAMO UCCISA TUTTI NOI.

Pamela  è stata trovata con la lingua "pinzata tra i denti", che proverebbe "una sofferta asfissia per soffocamento".

Non sono stati rinvenuti i tessuti del collo, ipoteticamente rimossi per nascondere i segni di strangolamento

Sono state inferte coltellate "quando la giovane era ancora a cuore battente".

Ordinanza GIP  "È emersa la presenza su un' ampia parte di cute di superficiali ferite da taglio parallele, ferite che il dottor Tombolini (primo medico legale) ha ritenuto inferte in vita, quasi a voler infliggere sofferenze alla vittima, mentre il dottor Cingolani (il secondo nominata dalla Procura) ha ritenuto effettuate post mortem verosimilmente in relazione alle pratiche di sezionamento del cadavere".

"Sono stati asportati 'ampi tratti di cute in zona vaginale e anali' che rafforzerebbe l'ipotesi suggestiva circa la volontà di celare un pregresso atto sessuale, cui si riconduce anche il rinvenimento di tracce di saliva su un capezzolo", si legge nell’ordinanza. O significano altro?

Il corpo di Pamela e stato «deturpato completamente», «smembrato in vari pezzi con grossi strumenti da taglio», «mutilato» in più punti: testa, torace, mammelle, bacino, monte di venere, mani, riducendo in due parti braccia e gambe.  vari pezzi del cadavere, dopo essere stati completamente dissanguati e lavati con «sostanza a base di cloro», sono stati infilati in due valige.

CERTAMENTE FA COMODO CREDERE CHE L’ABBIAMO MASSACRATA PER TRASPORTARE VIA IL CADAVERE. MA LA VERITA’ È UN’ALTRA

Dal cadavere di Pamela mancano il collo e gli organi genitali e il cuore.

Nei bambini-soldato della Sierra Leone mangiare il cuore della prima donna vittima era il rito iniziatico per acquisire coraggio. Il cannibalismo rituale, nella mafia nigeriana, non è l'eccezione. È la regola. Sono cose normali per quel contesto, ma da noi non ne parliamo; forse per non apparire razzisti. Dovremo abituarci a queste cose: è solo la prima punta di un iceberg destinato a dilatarsi.

Maggio 2018, Tribunale di Palermo: 14 condanne per complessivi 90 anni a un gruppo di appartenenti alla mafia nigeriana.

L'ammissione all'organizzazione è subordinata a un rito di affiliazione, cui segue l'assunzione di ruoli ben definiti. Traffico di droga e tratta di esseri umani finalizzata alla prostituzione sono gli affari principali, portati avanti sullo sfondo di pratiche mistico-religiose.

E chi non ci sta viene violentato che sia uomo (con un tubo di ferro per un’intera notte) o donna poco importa.

Austine Johnbull il primo pentito della mafia nigeriana ha raccontato cose terribili.

 

Il Governo canadese ha effettuato un’indagine sulle uccisioni rituali in Nigeria

Secondo varie fonti, le uccisioni rituali in Nigeria vengono eseguite per ottenere parti del corpo umano da utilizzare nei rituali (Daily Trust, 21 giugno 2010, Osumah e Aghedo, giugno 2011, 279, Sahara Reporters 3 luglio 2012), pozioni (Daily Trust 21 giugno 2010; Questo giorno 26 settembre 2010) e incantesimi (The Punch 10 agosto 2012; Sahara Reporters 3 luglio 2012). Il quotidiano di Lagos This Day spiega che “i ritualisti, conosciuti anche come cacciatori di teste, vanno alla ricerca di parti umane su richiesta degli stregoni, che li richiedono per i sacrifici o per la preparazione di varie pozioni magiche” (26 settembre 2010) Allo stesso modo, il Daily Trust diAbuja indica che le parti del corpo umano vengono portate dagli stregoni che eseguono i rituali (21 giugno 2010). Tali riti nascono dalla convinzione che possono portare potere e ricchezza a chi effettua il sacrificio (Leadership 30 aprile 2012, The Punch, 10 agosto 2012, Daily Trust, 21 giugno 2010). Le fonti indicano anche che si ritiene che gli incantesimi rendano invincibile una persona (The Punch 10 agosto 2012) e li proteggano da insuccessi, malattie, incidenti e “attacchi spirituali” (Daily Trust 21 giugno 2010).

Secondo il quotidiano Punzon, molti nigeriani  sono convinti dell’efficacia di tali rituali (10 agosto 2012). Il Daily Trust indica che “molti esperti” attribuiscono la prevalenza dell’omicidio rituale alla “continua credenza tra molti nigeriani, anche educati, nel soprannaturale” (21 giugno 2010). Allo stesso modo, un articolo pubblicato da Sahara Reporters, una “comunità online di giornalisti e sostenitori sociali” nigeriani (25 luglio 2010), afferma che la credenza nel potere dell’omicidio rituale “è molto forte tra la popolazione della Nigeria meridionale, incluse persone di diverse fedi e background educativi “e non solo tra” analfabeti fetish tradizionali “(3 luglio 2012).

In un articolo accademico sul rapimento in Nigeria, i ricercatori della Ambrose Alli University di Ekpoma, Edo State e l’Università del Benin a Benin City affermano che gli obiettivi tradizionali del rapimento rituale sono “bambini, matti e disabili” (Osumah e Aghedo Giugno 2011, 279). Allo stesso modo, l’articolo del Sahara Reporters afferma che “membri vulnerabili della società”, come donne, bambini, anziani e persone con disabilità, così come familiari di persone che intendono fare rituali, sono presi di mira e uccisi (3 luglio 2012). Secondo un sociologo dell’Università Bayero di Kano intervistato da Agence France-Presse, “i sacerdoti fetish [in Nigeria] sono noti per preferire le parti del corpo dei bambini. (4 luglio 2009).

L’etnia mijikenda in Kenya  è divisa in varie corporazioni tribali, condotte dagli stregoni dei rispettivi villaggi, che si sono dati il nome di Mwua. Fanno ancora oggi sacrifici umani. Sembra che avvelenino la vittima poi la squartano e ne mangiano, secondo un rituale, parti del corpo.

E i magistrati lo sanno e lo confermano vedi l’ordinanza del 9 ottobre 2017  con la quale Il Tribunale di Bologna  riconosce la protezione umanitaria ad un cittadino nigeriano, proveniente da Edo State, fuggito dal paese di origine a causa del timore di dover essere sacrificato (uccisione rituale) da parte del padre, membro di una società segreta, affinché costui potesse acquisire maggiore potere all’interno della setta.

Lo sanno i PM che hanno indagato già anni fa a Torino e a Palermo (l’indagine che ha portato alle condanne di cui sopra risale al 2016).

La mafia nigeriana usa l’eroina gialla pericolosissima, ha manovalanza a costi bassissimi, e così si abbassano anche i costi di una dose, diffonde la droga soprattutto tra i minorenni, è diffusa sul territorio in modo capillare e proviene da un paese che è tra i più ricchi dell’Africa. Chi entra a far parte della mafia è terrorizzato per la violenza che subisce e che potrebbe subire e per i riti voodoo, e non sono fantasie i riti, efficaci o meno, li fanno, li fanno veramente e le povere ragazze costrette a prostituirsi hanno paura per sé stesse e per i parenti in Africa.

E la magistratura cosa fa? Assolve il nigeriano: spacciava perché non aveva altra possibilità di reddito!

Lo sanno gli operatori sociali, lo sanno i medici.

Ero a cena con le psichiatre del Sert di Alessandria erano preoccupate per il tipo di droga che gira per le nostre città. Non se ne sa nulla, né la natura, né le conseguenze.

Lo sanno gli antropologi.

È normale in Africa il sacrificio umano, è normale morire ammazzati, è normale uccidere il proprio figlio o la propria figlia.

NO AD UCCIDERE PAMELA NON È STATO UN QUALSIASI MUSTAFÀ, NON È STATA UNA LEGGE CHE IMPEDISCE LA COSTRIZIONE DOLCE. SIAMO STATI NOI CHE ABBIAMO PREFERITO NON VEDERE E ANCORA NON VOGLIAMO VEDERE.