Deboli, svantaggiati  -  Paolo Cendon  -  28/11/2021

Ossessioni

(da ‘’RIFIORIRE’’, edit. Corsiero, 2021)

“Stuzzicante il menu all’inizio: la parte torbida di noi che entra in circolo, un male ignoto a colpirci dolcemente. Qualche velo dell’ipocrisia che cade”.  Poi ecco i primi segni del tracollo; sempre più netti, fin che tutto precipita.

 Ideale sarebbe poter prendere il bello che c’è, nel peccato, germogliando come capita, e tirarsene indietro quando il gioco finisce; per uscirne alfine indenni, ripuliti.  Non è tanto semplice.

“Fortunato Philip Carey da questo punto di vista”.

 Sensibile di temperamento, ha un piede equino, si innamora di una giovane cameriera, Mildred, neanche  lui sa perché, lei  è volgare, lo disprezza e lo tradisce, lui sopporta tutto, poi la ritroverà in miseria, prostituta, malata di sifilide, altezzosa e implorante,  le permetterà persino  di ridurlo in miseria; solo a un certo punto riuscirà  a staccarsi, si fidanzerà con Sally,  concludendo che il modo più semplice di vivere, cioè sposarsi e avere figli, è il più perfetto per un uomo (SCHIAVO D’AMORE).

  “Meno bene le cose per Humbert Humbert”.

 Quarantenne insegnante di francese, annoiato, perde la testa per la figlia dodicenne della sua affittacamere, Lolita, e avrà da allora con la piccola ninfa un tormentato periodo di passione, con viaggi, ebbrezze,  vertici sublimi e riprovevoli,  litigi,  gelosie e riconciliazioni  di ogni  genere; a un certo punto lei lo abbandonerà per il losco teatrante Quilty, dopo cinque anni Humbert la ritroverà, sposata, le darà dei soldi, poi  uscirà per andare a uccidere Quilty (LOLITA).

  “Peggio ancora andrà al professor Immanuel Rath (chiamato Unrat, ‘sporcizia’, dai suoi studenti)”.

  S’innamora a un certo punto della ballerina Lola Lola, molla per lei l’insegnamento, la sposa;  comincia poi a seguirla in tournée, resta dopo  un po’ senza soldi,  si ridurrà  a fare il clown, esibendosi anche davanti ai suoi concittadini:  quando lei lo tradisce s’ingelosisce, quasi la strangola, finisce dentro una camicia di forza, si rifugia  infine nella  vecchia scuola, dove muore  aggrappato alla sua vecchia cattedra (L’ANGELO AZZURRO).