Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 24/04/2019

Onlus e reati tributari: prima si deve confiscare il patrimonio dell’associazione – Cass. 16523/19

Il caso riguarda gli amministratori di una ONLUS, che venivano indagati per il reato di omessa presentazione della dichiarazione annuale ex art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000 e per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Su alcune somme di denaro nella loro disponibilità, il GIP disponeva il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. La misura era confermata dal tribunale del riesame.

Contro tale provvedimento, gli indagati ricorrevano per Cassazione, eccependo preliminarmente che la ONLUS non avrebbe avuto l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, possedendo la stessa, la qualifica di ente non commerciale. Nel ricorso era poi lamentata la violazione di legge con riferimento al sequestro preventivo sui beni degli indagati, effettuato senza aver preventivamente esaminato la eventualità di procedere al sequestro dei beni della ONLUS, soggetto dotato di piena soggettività giuridica.

Con la sentenza n.16523, depositata in data 16 aprile 2019, la Corte di Cassazione ha precisato che in tema di reati tributari è legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sui beni degli amministratori, solo quando il reperimento del profitto del reato in capo alla società o all’ ente non commerciale da loro gestito, sia impossibile, ovvero quando tali beni non siano aggredibili per qualsiasi ragione. La valutazione preliminare della capienza patrimoniale della persona giuridica, deve essere svolta dal P.M. anche senza specifici atti di indagine.

La sentenza è degna di interesse anche ai fini dell’inquadramento delle Onlus, da un lato, e degli enti del libro I del codice civile, dall’altro.

Ai fini dell’applicazione del regime tributario di favore previsto dall’art. 10, d. lgs. n. 460/97, il giudice di legittimità ha ribadito che “non rileva la veste giuridica assunta dall’ente”, ma l’effettivo svolgimento di attività aventi natura solidaristica. Quest’ultima deve rimanere nell’alveo dell’oggetto sociale indicato per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e non travalicare in una concreta attività avente fine di lucro (sul punto si veda, Cass., Sez. V civ., 19 aprile 2017, n. 9831). La formazione di un utile – hanno evidenziato i giudici di cassazione – “si pone in ontologica contrapposizione con uno scopo solidaristico dello svolgimento dell’attività istituzionale”.

In ordine ai profili giuridici dell’ente non profit (nel caso di specie, si trattava di un’associazione), la Cassazione ha confermato la piena autonomia giuridica, organizzativa e patrimoniale dell’ente giuridico, considerato il diretto ed immediato beneficiario dei reati in contestazione. A fortiori, il soggetto verso cui devono indirizzarsi i provvedimenti di sequestro deve essere quello giuridico e non le persone singole, attesa la presenza, come nel caso di specie, di un profitto derivante dal reato commesso dai singoli rappresentanti.

Si tratta, a ben vedere, di una sentenza che conferma il principio della preventiva escussione del fondo comune/patrimonio degli enti giuridici del Libro primo del Codice civile, siano esse persone dotate di personalità giuridica di diritto privato o meno. Ciò che rileva, infatti, è la possibilità che i creditori e i terzi possano fare affidamento su risorse finanziarie autonomamente imputabili al soggetto giuridico al di soddisfare le proprie pretese.

In questa prospettiva, devono leggersi le disposizioni contenute nel Codice del Terzo settore (d. lgs. n. 117/2017) che hanno inteso rafforzare la tutela dei terzi / creditori degli enti del terzo settore.

Infine, sarebbe interessante verificare se la Onlus in parola avesse adottato il modello 231 (responsabilità amministrativa), atteso che esso è finalizzato proprio ad evitare che l’ente non profit possa risultare condannato per comportamenti attribuibili ai singoli rappresentanti dell’ente che in modo illecito procurano vantaggio all’ente medesimo.