Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Carol Comand - 08/07/2018

Notizie in tema di soggetti vulnerabili 1-8 luglio 2018

100 borse di studio per gli studenti titolari di protezione internazionale sono state messe a disposizione dal ministero dell’Interno, di concerto con la Conferenza dei Rettori delle Università italiane ed in collaborazione con l’Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario, per quei sudenti che sono stati costretti ad interrompere il percorso di studi avviato nel Paese d’origine.
Le domande possono essere presentate accedendo alla pagina web http://borsespi.laziodisu.it  entro le ore 24.00 del 29/07/2018.
interno.gov.it

Si è celebrata a Roma il 27 di giugno la giornata nazionale dei sordociechi. La giornata è stata istituita dall’Unione Europea dei Sordociechi ed è promossa per la prima volta in Italia dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro. Per  l'occasione è stato organizzato a Roma, un convegno per favorire la conoscenza sul tema della sordocecità e "promuovere il dibattito a livello pubblico e istituzionale individuando modalità e azioni volte ad affrontare in modo efficace quella che è diventata una vera e propria condizione sociale diffusa, poiché coinvolge diverse migliaia di persone nel nostro Paese".
Secondo un recente studio dell’ISTAT, in Italia risultano 190.000 gli individui (0,3% della popolazione) affetti da patologie che coinvolgono sia la vista sia l’udito ed il 30% di essi vive nelle Regioni meridionali, il 21% nel Centro e circa il 17% nelle Isole. Si è inoltre riscontrato che "la sordocecità colpisce in maggioranza gli over 65 e oltre il 64% di questa popolazione è donna. La dimensione di questo fenomeno si amplia se si considera che più del 55% dei disabili sensoriali sperimenta importanti restrizioni alla propria autonomia non potendo uscire di casa a causa di altre forme di disabilità che si sommano a quelle di vista e udito”.
Dal comunicato stampa UICI
http://giornale.uici.it

In Toscana, l’infermiere di comunità segue i pazienti fuori dall’ospedale.
L'infermiere di famiglia e di comunità è la nuova figura professionale che fa  ingresso nella sanità toscana. Si tratta, secondo quanto si apprende da un articolo del Redattore sociale, di un infermiere che esce dall'ospedale e segue il paziente al suo domicilio, in famiglia, nella sua vita quotidiana, in stretta collaborazione con tutti gli altri professionisti impegnati nel percorso assistenziale. Il suo obiettivo sarebbe quello di intercettare e  prevenire i bisogni di salute, "evitare ricoveri inutili, favorire la deospedalizzazione, presidiare l'efficacia dei piani terapeutico-assistenziali, supportare la famiglia e in sostanza migliorare la qualità di vita della persona nel suo contesto di vita”.
redattoresociale.it  del 6 luglio 2018