Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 06/02/2019

Nelle società partecipate gli enti locali devono sempre adottare idonei strumenti di controllo – Cons. St. 578/19

Il Consiglio di Stato, sez. V, con sentenza 23 gennaio 2019, n. 578, trattando di un caso complesso di partecipazioni in una holding in cui sono presenti molti enti locali, i quali hanno (non tutti) approvato un progetto di fusione sottostante, ha ribadito la necessità che:

-) gli enti locali devono predisporre idonei strumenti che consentano, in particolare, come nel caso di specie, di superare le debolezze dell’organo assembleare e dell’organo amministrativo;

-) in linea di principio, una partecipazione troppo esigua è inidonea a consentire agli enti locali di esercitare un efficace ed effettivo controllo analogo;

-) gli enti locali devono potere incidere effettivamente sulle decisioni strategiche delle società in cui detengono partecipazioni, al fine di realizzare una reale interferenza sul conseguimento del fine pubblico assegnato a quelle società, in particolare quando sono presenti interessi contrastanti e impeditivi;

-) le debolezze in assemblea e nell’organo amministrativo non possono essere agevolmente superate se gli enti locali non provvedono ad adottare idonei strumenti di raccordo e controllo congiunto;

-) si tratta, allora, di adottare strumenti negoziali, quali per esempio, patti parasociali, clausole all’interno degli atti costitutivi delle società partecipate oppure speciali organi interni;

-) tali soluzioni organizzative devono consentire agli enti locali soci di coordinare e dunque rinforzare la loro azione collettiva e, quindi, di esprimere in modo efficace la loro volontà in qualità di soci pubblici;

-) gli atti di cui sopra, in ultima analisi, devono permettere agli enti locali soci di assicurare agli stessi un effettivo controllo sulle decisioni più rilevanti riguardanti la vita e l’attività della società partecipata.

Ancora una volta, il Supremo Consesso Amministrativo ha voluto rimarcare la necessità per gli enti locali che detengano partecipazione congiunte con altre amministrazioni pubbliche di esprimere in modo compiuto, efficace, effettivo e penetrante la loro volontà di soci pubblici. A monte, come richiamato dalla sentenza de qua, tuttavia, gli enti locali devono valutare se quella/quelle partecipazione/i risultano coerenti con quanto disposto dal d. lgs. n. 175/2016.