Diritto, procedura, esecuzione penale - Diritto, procedura, esecuzione penale -  Paolo Pittaro - 18/07/2018

Nel delitto di violenza di gruppo esclusa l’aggravante se la vittima era già ubriaca: necessita una precisa interpretazione – Cass. pen.,. Sez. III, 16 luglio 2018, n. 32462.

Più volte, nel passato, è accaduto che i mezzi di comunicazione riportassero una sentenza della Cassazione leggendone solo la massima e trascurandone la motivazione giuridica nel testo della stessa, fornendo così al lettore, magari con titoli di scatola, una notizia paradossale, ma giuridicamente assurda ed errata. Nel abbiamo parlato più volte su questo sito, fornendo eclatanti esempi (sul punto cfr. di recente, PITTARO, Informazione e giustizia penale, 7 luglio 2017).

Non vorremmo (e lo speriamo fortemente) che tale situazione non si ripetesse con la sentenza della Cassazione penale, III Sezione, del 16 luglio 2018, n. 32462, la quale ha affermato, come i mass media hanno subito iniziato a riportare, che nel reato di violenza sessuale di gruppo viene esclusa l’aggravante se la vittima era già ubriaca.

La massima, nella sua concisione, è corretta, ma necessita di interpretazione, in quanto il lettore potrebbe essere indotto a credere che la violenza di gruppo viene punita di meno se la vittima era giù ubriaca per conto suo. Il che assolutamente non è.

Vediamo, dunque di fare chiarezza, alla stregua della normativa penale vigente ed il dictum della Suprema Corte.

La violenza di gruppo è prevista e punita molto più severamente di quella singola ai sensi dell’art. 609-sexies c.p., il quale richiama, per la definizione di violenza sessuale l’art. 609-bis e, per quanto concerne le aggravanti, l’art. 609-ter c.p.

Ora, per quanto concerne la situazione di ubriachezza in cui si trova la vittima dello stupro, la Cassazione effettua un deciso distinguo. Prima ipotesi: se la vittima si trova in tale stato psico-fisico, ed indipendentemente come causato, si trova in una condizione di inferiorità tale, per cui il reo ha approfittato di tale situazione, in modo che il consenso all’atto sessuale non era libero o del tutto assente. In altri termini l’ubriachezza entra a far parte della fattispecie stessa si violenza sessuale c.d. “per induzione”.

Preciso, a tale proposito, il punto di diritto affermato dalla Cassazione in tale sentenza: “Integra il reato di violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies cod. pen.), con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica, la condotta di coloro che inducano la persona offesa a subire atti sessuali in uno stato di infermità psichica determinato dall’assunzione di bevande alcoliche, essendo l’aggressione all’altrui sfera sessuale connotata da modalità insidiose e subdole, anche se la parte offesa ha volontariamente assunto alcool e droghe, rilevando solo la sua condizione di inferiorità psichica o fisica seguente all’assunzione delle dette sostanze”.

Diverso è invece il discorso delle circostanze aggravanti di tale delitto (violenza singola o di gruppo). Infatti, l’art. 609-ter, comma 1, n. 2 c.p., prevede una nuova cornice edittale con pena aggravata se i fatti sono commessi “con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa”. In altri termini, viene delineato un ventaglio di ipotesi violente necessariamente strumentali alla violenza sessuale: come dire che, nel caso che ci occupa, l’alcool avrebbe dovuto essere stato somministrato alla vittima contro la sua volontà ed in funzione della violenza sessuale da perpetrarsi subito dopo.

Nella fattispecie concreta, essendo già la vittima in uno stato di palese ed incontrovertibile ubriachezza, da lei volontariamente procuratesi, la Corte ha concluso che l’ubriachezza ha influito sul mancato consenso all’atto sessuale, concretizzando così il delitto di violenza sessuale di gruppo, ma escludendo la citata aggravante, in quanto la stessa ubriachezza, in quanto volontaria e precedente, non era stata procurata dai soggetti attivi del reato, al fine di compiere la violenza sessuale.

In definitiva: il reato di violenza sessuale (di gruppo o meno) su vittima già ubriaca sussiste sempre e comunque, ma non è aggravato se la vittima già si trovava in tale stato di inferiorità psico-fisico.

Come dire ai mass media: se la vittima era già ubriaca per conto suo, gli stupratori non vengono puniti di meno, ma soggiacciono proprio alla sanzione prevista dal codice (reclusione da cinque a dieci anni per la violenza sessuale ex art. 609-bis c.p.; reclusione da sei a dodici anni per la violenza sessuale di gruppo ex art. 609-octies c.p.). Semplicemente, non vengono puniti di più non riscontrandosi l’aggravante dell’art. 609-ter c.p. (reclusione da sei a dodici anni per la violenza semplice, ulteriore aumento fino ad un terzo per la violenza di gruppo).