Cultura, società - Cultura, società -  Maria Beatrice Maranò - 03/06/2018

Nazim Hikmet : Alla vita!

L'almanacco di oggi celebra Nazim Hikmet scomparso a Mosca il 3 giugno 1963. E' considerato il più importante poeta turco del Novecento. La bellissima raccolta "Poesie d’amore", contiene poesie scritte dal 1933 alla morte, poesie che sono state tradotte in italiano da Joyce Lussu, partigiana, politica, scrittrice, traduttrice e poetessa, che ebbe anche una corrispondenza epistolare col poeta. Hikmet trae ispirazione dai molteplici aspetti della vita, è un poeta a tutto tondo, che unisce abilmente l’impegno politico al dramma sentimentale: alcune delle sue opere sono articoli politici in versi, altre sono liriche d’amore bellissime e attualissime, altre ancora sono inni alla vita. Come lui stesso la definisce: "la mia poesia è radicata nel suolo del suo Paese, ma attraverso le diramazioni raggiunge tutte le comunità del mondo, toccando tutte le civiltà che sono comparse sulla terra" A influenzare la poetica dell’artista furono due fattori: da un lato il contesto storico turco degli anni ‘20 e ‘30, che Hikmet in parte criticava e che pose le basi per uno Stato, di stampo musulmano ma laico, con un nuova lingua, una nuova mentalità, dall'altro le correnti futuriste che il poeta incontró a Mosca e in particolare la figura di Vladímir Majakovskij che resero lo stile e le tematiche di Hikmet innovative.
Tuttavia, in Turchia, Hikmet venne considerato un sovversivo in quanto difese il proletariato turco, si oppone al regime e denunció il genocidio armeno, aderendo al movimento comunista e facendo propaganda politica attraverso pubblicazioni su riviste di sinistra. Questo suo comportamento gli causó un esilio in URSS negli anni ‘20, e una prigionia per periodi di diversa durata.Di grande importanza fu poi l’amicizia con Pablo Neruda che influenzó la poetica di Hikmet con un linguaggio semplice e immediato.
Le poesie di Hikmet sono di grande fascino perché semplici, immediate, schiette.La forma delle poesie è interessante, ma spesso non viene conservata in traduzione: i suoi versi infatti, creano strane geometrie sulla pagina, dando alla poesia movimento e rendendola una figura. Raro è l’uso della punteggiatura, i versi sono totalmente liberi, non legati a schemi precisi.Leggere l’opera di Hikmet vuol dire quindi immergersi in poesie stilisticamente nuove per quei tempi, di grande passionalità, romanticismo e impegno politico, che ancora oggi emozionano il lettore per la loro spontaneità e attualità. Ferzan Özpetek con "Le fate ignoranti" nel 2001 ha portato Hikmet nel cinema con quella famosa poesia recitata da Margherita Buy a Stefano Accorsi: In questa notte d'autunno /sono pieno delle tue parole/parole eterne come il tempo /come la materia /parole pesanti come la mano /scintillanti come le stelle./Dalla tua testa dalla tua carne dal tuo cuore /mi sono giunte le tue parole /le tue parole cariche di te /le tue parole, madre /le tue parole, amore /le tue parole, amica./Erano tristi, amare /erano allegre, piene di speranza /erano coraggiose, eroiche le tue parole /erano uomini

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.( Nazim Hikmet)...Alla vita!