Diritto, procedura, esecuzione penale  -  Redazione P&D  -  10/11/2021

Narcotizza la moglie con l'acetone per abusarne. La Cassazione: "E' violenza sessuale e non solo un tentativo"

Smentita la Corte d'Appello di Torino. La vittima, svegliatasi, si era chiusa in bagno e aveva chiesto aiuto per telefono

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E' violenza sessuale, e non solo "un tentativo" come stabilito in precedenza dalla Corte d'appello di Torino, il caso di un uomo che, respinto dalla moglie, l'ha addormentata premendole sul volto un panno imbevuto di acetone e poi si è strusciato contro di lei. Il legale dell'imputato aveva provato a difenderlo anche parlando di "un gesto di rabbia".

 

Lo ha deciso la Corte di Cassazione. "Il fatto integra il delitto non tentano bensì consumato di violenza sessuale - scrivono i giudici della terza sezione penale della Suprema Corte - perché, sebbene l'intenzione dell'imputato fosse quella di non consumare con la moglie, non consenziente, un rapporto completo, in ogni caso vi fu un'invasione nella sfera sessuale della persona sessuale offesa".

 

La donna aveva raccontato che il marito l'aveva approcciata e, in contemporanea, addormentata. I giudici hanno anche bocciato un altro argomento della difesa che aveva parlato di volontaria "desistenza volontaria" dell'uomo che invece fu dovuta "alla pronta reazione della persona offesa la quale, svegliatasi, nonostante l'acetone che fu costretta a inalare, riuscì a scalciare e mordere l'imputato e, quindi, a rinchiudersi nel bagno, da dove telefonò a un'amica, raccontandole l'accaduto e chiedendole aiuto".

 





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