Diritto, procedura, esecuzione penale - Procedura penale -  Redazione P&D - 10/03/2018

Motivo di non esecuzione di un mandato di arresto europeo nei confronti di imputati minorenni - C 367/16 - Barbara Grana

La Grande Sezione della Corte di Giustizia il 23 gennaio 2018 si è pronunciata sul rinvio pregiudiziale nella causa C 367/16 proposto dalla Corte d’appello di Bruxelles, Belgio ( hof van deroep te Brussel) nel procedimento relativo all'esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso nei confronti di Dawid Piotrowski.
La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'articolo 3, punto 3, della decisione quadro 2002/584/GAI  relativa al MAE e alle procedure di consegna tra Stati membri come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI
Tale domanda è stata presentata nell'ambito della procedura di esecuzione, in Belgio, di un mandato d'arresto europeo emesso il 17 luglio 2014 dal tribunale regionale di Bialystok, Polonia,   (Sad Okregowy w Bialymstoku)  nei confronti di un soggetto minorenne.
La  disposizione  in essere prevede che l’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione deve rifiutare di eseguire il MAE qualora l’interessato  non possa essere considerato in base all’età penalmente responsabile dei fatti di causa.
Per poter comprendere il tenore di tale decisione ricordiamo che l’obiettivo dell’Unione europea è quello di diventare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, questo comporta la soppressione dell’estradizione tra Stati membri e la sua sostituzione con un sistema di consegna tra autorità giudiziarie. Questo nuovo sistema semplificato di consegna delle persone interessate, consente di eliminare la laboriosità e gli inevitabili ritardi caratterizzanti l’estradizione. Il sistema di  cooperazione tra gli Stati membri verrebbe ad essere sostituito da un sistema di libera circolazione delle decisioni giudiziarie in materia penale, sia in una fase anteriore alla sentenza, sia definitive, nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. ( considerando da 5 a 7 della decisione quadro/2002/584 ).
Il mandato d’arresto europeo costituisce nel settore del diritto penale la prima concretizzazione del principio di riconoscimento reciproco che il Consiglio europeo ha definito il fondamento della cooperazione giudiziaria.
Il giudice di rinvio si pone due interrogativi:
1) si chiede se una persona che non abbia raggiunto la maggiore età, penalmente responsabile in base allo Stato membro di esecuzione, possa essere oggetto di un MAE
2) si chiede se la valutazione svolta in base all’art. 3 punto 3 della decisione quadro 2002/584/GAI  richieda un esame concreto della situazione nella quale si trova il minorenne.
Importante a tale proposito la direttiva (UE) 2016/800 del Parlamento europeo al suo considerando n. 8 prevede quanto segue:
«Quando i minori sono indagati o imputati nei procedimenti penali o soggetti a una procedura di esecuzione di un mandato d’arresto europeo a norma della decisione quadro 2002/584/GAI (...) («ricercati»), gli Stati membri dovrebbero garantire che l’interesse superiore del minore sia sempre considerato preminente, a norma dell’articolo 24, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Carta)».
La Corte (Grande Sezione) ha dichiarato che il motivo di non esecuzione del MAE in base all’articolo 3, punto 3, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009 relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, non si applica a tutti  gli imputati minorenni, ma unicamente quelli che non abbiano raggiunto l’età richiesta per essere considerati penalmente responsabili dei fatti all’origine del mandato emesso nei loro confronti, di quei minori che in ragione della loro età non possono essere oggetto di alcun procedimento  o condanna  penale nello Stato membro di esecuzione.
Inoltre la Corte ha chiarito che  per poter  rifiutare l’esecuzione di un MAE, l’autorità giudiziaria dello Stato di membro di esecuzione       deve verificare se l’interessato in questione  abbia raggiunto l’età minima per essere considerato penalmente responsabile, nello Stato membro di esecuzione, dei fatti all’origine  del MAE, non deve porre in essere un esame concreto della situazione del  minore, in base ad altri elementi, relativi ad una valutazione personalizzata.