Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 30/07/2019

Meglio tardi che mai

La storia di questa settimana ci farà apparire le prodezze intercontinentali di Carràmba che sorpresa nulla più che un semplice gioco da ragazzi. Ma partiamo dall'inizio. Lo scorso 14 marzo, tal F.T., una giovanotta di 75 anni di Palaia, piccolo comune cuneese, naturalmente iscritta a Facebook come gran parte delle sue coetanee, riceve via messanger uno strano messaggio: “Stiamo cercando una persona che ha il tuo stesso nome e cognome, che aveva una mamma che si chiamava M.T.”. F., stupita da una simile domanda, resta inizialmente interdetta e sul subito pensa ad uno scherzo. Nemmeno immagina che, a scrivere quel particolare messaggio, sono in realtà 6 membri della sua famiglia, artefici di una storia di ricongiunzione familiare a dir poco rocambolesca. F. infatti è la figlia di M.T., una giovane donna che, nel 1943, stava per sposarsi con tal F.D., militare della Sardegna. La stessa è in dolce attesa senza che tuttavia il compagna ne sia al corrente, ma poco prima del matrimonio il miliare è costretto a fare ritorno in Sardegna per recuperare tutta una serie di documenti necessari per potersi sposare. Quel viaggio, che sulla carta non sarebbe dovuto durare che pochi giorni, purtroppo gli è stato fatale. Francesco viene infatti dapprima trattenuto sull'isola per alcuni mesi dal proprio comando, e poi spedito a combattere sul fronte russo e, per tre anni, di lui non si hanno più notizie. Così M., come spesso capita in tempo di guerra, dà alla luce sua figlia da sola e, credendo morto il suo compagno, si rifà una vita con un altro uomo cercando di mettere una pietra sul passato. Il militare, però, non è morto e, una volta di ritorno dal conflitto, si mette in cerca della sua compagna, riuscendo alla fine a trovarla. O meglio, più che trovarla la incontra letteralmente per strada nel di lei paese, mentre lei è in compagnia del nuovo marito e con una bambina in braccio. F. crede quindi che la storia d'amore con M. sia finita, anche se in realtà la bimba che lei porta in braccio è sua figlia, e lui non lo sa (padre “a sua insaputa” diremmo oggi). F. se ne torna quindi in Sardegna e, volendosi anch'egli rifare una vita, si sposa con G., da cui avrà sei figli. Ma, Dio solo sa come e perchè, pian piano emerge la presenza di una sorella “nascosta”, F. per l'appunto. Difatti, M.T. era rimasta in contatto con la sorella di F., e le manda la foto della piccola, ma di quelle immagini l'uomo non verrà mai a conoscenza. Nel 1996, dopo la morte dello stesso, i suoi sei figli (di cui abbiamo detto sopra), rovistando e mettendo ordine tra le carte di famiglia, scoprono le fotografie della sorellina “illegittima” (per usare il termine dell'epoca), ed iniziano così le ricerche della stessa. E così, laddove nulla han potuto ricerche anagrafiche di ogni genere e tipo, Facebook ci ha messo una pezza con la semplicità che a volte solo l'impossibile può avere. I fratelli hanno digitato il nome della sorella sul social media ed il profilo della stessa, come per incanto, si è materializzato sullo schermo davanti ai loro occhi.