Lavoro - Mansioni, dequalificazione -  Elisa Bucci - 20/04/2018

Mansioni inferiori e rifiuto della prestazione lavorativa: art. 1460 c.c. – Cass. 836/2018

Un lavoratore adibito a mansioni inferiori per circa due mesi richiedeva con lettera la riassegnazione alle mansioni precedentemente svolte.

In particolare, il lavoratore era stato trasferito dal reparto di produzione al reparto montaggio con privazione di mansioni di responabilità e assegnazione a compiti meramente esecutivi ed addirittura di bassa manovalanza come la pulizia del piazzale. Decideva quindi di assentarsi dal lavoro dal giorno seguente all'invio della diffida. Ne seguiva il licenziamento per assenza ingiustificata.

Il lavoratore, qundi, proponeva in giudizio domanda di riconoscimento di mansioni superiori oltre che di impugnazione di licenziamento illegittimo per assenza ingiustificata dal posto di lavoro.

Il Giudice di merito condannava la società datrice di lavoro alla reintegrazione del lavoratore, mentre la Corte d'appello riformava parzialmente la sentenza di prime cure ritenendo altresì sussistente nel comportamento del lavoratore una forma di autotutela legittima.

Il datore di lavoro proponeva ricorso per cassazione.

La Corte di legittimità ritiene provato il parziale inadempimento del datore di lavoro che aveva in effetti adibito il lavoratore per circa due mesi a mansioni inferiori rispetto alla qualifica di appartenenza.

Ciò posto, la sentenza in esame si concentra sui presupposti di applicabilità dell'art. 1460 c.c. e ribadisce il proprio orientamento secondo cui a seguito dell'adibizione a mansoni inferiori, il lavoratore non può rendersi totalmente inadempiente alla prestazione sospendendo ogni attività lavorativa se il datore di lavoro ha assolto a tutti gli altri obblighi (pagamento della retribuzione, copertura previdenziale e assicurativa) in quanto una parte può rendersi totalmente inadempiente ed invocare l'art. 1460 c.c. soltanto se è totalmante inadempiente l'altra parte.

Un lavoratore adibito a mansoni inferiori:

  • può chiedere giudizialmente la riconduzione alle proprie qualifiche, anche in via cautelare;

  • non può rifiutare la propria prestazione in quanto tenuto ad osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro ex artt. 2086 c.c. e 2104 c.c.

  • la tutela ex art. 1460 c.c. (inadiplenti non est adimplendum) può esser invocata soltanto in caso di totale inadempimento dell'altra parte.

Infine, essendo pacifico che il lavoratore è stato assente ingiustificato per oltre quattro giorni e che la disciplina collettiva riconnette a tale mancanza la sanzione del licenziamento, la Corte di Cassazione accoglie le istanze del datore di lavoro.