Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Rosa Palma - 13/01/2020

Mamma...non mi sento bene!

Il tema che affronteremo oggi è abbastanza diffuso nella popolazione infantile e adolescenziale:  mal di pancia, mal di testa e dolori di natura varia  che insorgono prima o durante l'orario scolastico,raramente nei momenti ricreativi o quando si è a casa. Questi malesseri  destano l'immediata preoccupazione dei genitori, che si chiedono anche però se siano veri oppure solo delle  scuse per saltare la scuola. Spesso ci si interroga se i bambini stiano raccontando bugie in quei momenti. Diciamo subito che non è così. Escluse cause mediche, è bene ricordare che i bambini che spesso si lamentano del mal di pancia o di altri malesseri, non se lo stanno inventando, non mentono e non lo fanno per attirare l'attenzione, stanno invece provando ansia e il corpo lo manifesta proprio nella pancia. Non dimentichiamoci infatti che lo stomaco è la sede del sistema nervoso enterico ed è infatti chiamato “secondo cervello”; nervi e fattori d'ansia generano una fastidiosa sensazione a livello della pancia, si crea  un circolo vizioso, come un cane che si morde la coda perché più fa male più aumenta l' ansia. I bambini non inventano i dolori, essi esistono anche se sono di natura psicogena, pertanto è opportuno indagare ed essere attenti senza allarmismi né tantomeno indifferenza. Compito del genitore in primis, ma anche di noi  insegnanti, è riuscire a cogliere ciò che il bambino ci vuole comunicare. La somatizzazione rappresenta infatti la materializzazione delle emozioni non elaborate nel corpo attraverso cui il bambino esprime ciò che trattiene al suo interno. Un dolore ricorrente, apparentemente strategico, all'inizio preoccupa e spaventa, poi viene accantonato e annoverato tra i capricci che il bambino fa per evitare lo studio o la scuola. Eppure questo disagio non va non tenuto in considerazione, perché comportandosi in questo modo il bambino sta provando a dirci qualcosa di sé, qualcosa che lo fa star male, può essere che stia vivendo un disagio emotivo e pertanto non dobbiamo passarci sopra o liquidarlo come capriccio. Quando il bambino lamenta mal di pancia ed esami medici escludono qualsiasi problema a livello fisico, vuol dir che  sta “mentalizzando”, cioè sta tramutando il dolore psichico in dolore fisico. Se questo è abbastanza normale in età pediatrica, con la crescita la situazione dovrebbe cambiare perché il bambino più grande impara a verbalizzare e rendere noti i suoi sentimenti e le sue emozioni. Per questo motivo, è molto importante aiutare i bambini a tradurlo,usando le parole per comprendere le emozioni.I genitori possono fare tanto aiutando il proprio figlio a mettere in parole sentimenti ed emozioni, possono  anche giocare molto con lui; il gioco infatti consente di esternare i vissuti e i conflitti, gli  possono anche  chiedere  di fare un disegno insieme, nella rappresentazione grafica infatti i bambini simbolizzano ciò che pensano o provano. Tramite semplici strumenti il bambino può iniziare a esprimere il suo vissuto e con un genitore attento e amorevole al suo fianco iniziare a comprendere i suoi conflitti e ad attenuarli.