Famiglia, relazioni affettive - Mantenimento, alimenti -  Bacchin Giorgia - 26/04/2017

Le potenzialità lavorative della moglie escludono il diritto allassegno di mantenimento solo se effettive – Cass. ord. 9945/17 – Giorgia Bacchin

Se ha un titolo di studio e un"abilitazione che le consentono, in astratto, di produrre reddito ma ha ormai 50 anni ed è priva di alcuna esperienza lavorativa, la moglie ha diritto al mantenimento da parte del marito.

La vicenda trae origine da una pronuncia del Tribunale di Treviso che ha dichiarato la cessazione degli effetti civili del matrimonio affidando il figlio della coppia ad entrambi gli ex coniugi con collocamento presso la madre e disponendo, a favore di quest"ultima, oltre all"assegnazione della casa familiare, anche un assegno divorzile di € 400,00.

L"ex marito proponeva appello lamentando, tra l"altro, l'omessa considerazione della breve durata del matrimonio e delle competenze professionali della moglie costituite dalla laurea di ottometrista, mai sfruttata nella ricerca di una occupazione. La Corte Territoriale respingeva l"appello e l"uomo si rivolgeva così alla Corte di Cassazione che, ancora una volta, ha dato ragione alla ex moglie.

Ella, infatti, secondo gli Ermellini, grazie alla sua prevalente dedizione alla vita familiare "ha consentito all'uomo un'attività professionale di rilevante impegno" e stante l"età di 50 anni, non è più in grado di "reperire una posizione lavorativa sicura e stabile pur avendo un titolo di studio che astrattamente lo consente". Considerando, quindi, l'apporto e il sostegno apportato dalla donna alla vita familiare e specificamente all'attività professionale del marito e all'accudimento del figlio, la Corte veneziana ha valutato le sue potenzialità lavorative e reddituali senza escluderle pervenendo, difatti, a una determinazione contenuta dell'assegno in misura inferiore a quella stabilita consensualmente dai coniugi in sede di separazione e "diretta a concretizzare un apporto al reddito della donna tale da consentirle una tendenziale conservazione di un tenore di vita sicuramente non eccedente la normalità".