Pubblica amministrazione - Generalità, varie -  Redazione P&D - 09/08/2019

La liquidazione degli incentivi per funzioni tecniche solo se è approvato e vigente lo specifico regolamento di cui all’art. 113 del d lgs 18 aprile 2016 n. 50 – G.G.

Così si era pronunciata la sezione di controllo della Corte dei conti Friuli Venezia Giulia, deliberazione FVG/ 35 /2018/PAR del 16 febbraio 2018.
Infatti e dopo avere richiamato il principio secondo il quale che “…da ciò si evince che gli incentivi non fanno carico ai capitoli della spesa del personale ma devono essere ricompresi nel costo complessivo dell’opera”, la stessa Corte contabile ricorda che “Ad ogni buon conto, vale la pena di rimarcare che la concreta erogazione di tali compensi può avvenire soltanto a seguito della preventiva predisposizione, da parte dell’Ente, del Regolamento previsto dalla normativa, per non incorrere in quanto previsto dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 13384/2004, con la quale è stato riconosciuto il risarcimento del danno per inottemperanza all'obbligo di adozione del Regolamento da parte della Amministrazione aggiudicatrice (cfr. in tal senso, delibera FVG/6/2018/PAR cit.).”
Inoltre viene ricordato e così riaffermato che “anche con riferimento al comparto unico del pubblico impiego regionale e locale … si devono categoricamente escludere interventi in sanatoria, dovendosi necessariamente procedere ad una preventiva individuazione a bilancio delle risorse, ad una successiva costituzione del fondo ed infine all'individuazione delle modalità di ripartizione del fondo mediante contratto decentrato, in maniera tale da rispettare il principio di preventiva assegnazione degli obiettivi e di successiva verifica del loro raggiungimento.”
Può dunque sostenersi e confermarsi il principio, insito nella legge, per cui la pubblica amministrazione avente titolo non può liquidare incentivi che non sono stati prestabiliti nei documenti giuridico amministrativi e contabili degli appalti specifici e rispetto ai quali non è stato precedentemente approvato e reso vigente l’apposito regolamento previsto dall’art. 113 del d lgs 18 aprile 2016 n. 50. La pubblica amministrazione in carenza di detti presupposti potrebbe al più, ma in via del tutto prudenziale e dunque discrezionale, accantonare gli importi da destinare al fondo di che trattasi entro il limite del 2 % (orientamento che risulterebbe avvalorato da alcune pronunce giuscontabili come la delibera Corte dei conti Lombardia n. 305/2017), stante il fatto che il titolo vero e proprio non può che essere considerato il regolamento).
Segue la deliberazione sopra ricordata.