Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 25/12/2018

La guastafeste

I
Voglio un Natale con le luci chiare
con la neve da spalare e persone
influenzate cui telefonare.
Proprio un Natale tradizionale.
col pranzo da scoppiare
auguri e saluti nell’aria schiocchi
di baci da consumare tutti entro
il giorno del Natale.
Voglio il Natale di intrepida attesa,
il Natale della notte stellata
voglio luminarie a cascate e amici
lontani da rivedere. Poi voglio
il freddo, anche se uccide.
Voglio un Natale come fosse l’ultimo:
il Natale senza un domani. Voglio
bambini stupefatti dalle luci
dai pacchi luccicanti,
voglio bambini a bocca
aperta, da rapire o da comprare.
Voglio bambini da mangiare come
un’orchessa delle fiabe. Cibarmi
del loro stupore io voglio a Natale.

II
A chiunque nasce auguro un buon natale:
dall’abete al maiale.
La vita è vita uguale.
Il mio sentimento, senza un perché,
s’é fatto universale.
Non è un dono, è una grazia spirituale
che può fare anche male
persino fra le luci di Natale.

Quando ho letto questo titolo “la paura dei ragni è innata” mi sono chiesta di cosa ha paura "innatamente" il ragno.
E quando ho visto questa notizia scientifica “creato un oleandro che produce elettricità” ho subito immaginato foglie schiave, collegate a un congegno tremendo.
Si respira aria difficile in questo periodo, mi pare. Ma è un passaggio, potremo essere migliori, solo il tempo ci manca, se davvero il clima continuerà a scaldarsi. Solo il tempo.