Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Redazione P&D - 17/09/2019

La grande debolezza - Marco Sessa

Relazione al convegno Wodstock 2019, Persone in movimentoo

Mi interesso di fragilità ed in particolare di debolezza da diversi anni, da quando nella mia esperienza professionale e di vita ho capito come la consapevolezza delle proprie debolezze sia in realtà una virtù importante per ognuno di noi in quanto ci rende reali protagonisti delle nostre azioni. Per spiegare meglio questo mio pensiero, vi voglio raccontare di 4 persone le quali hanno trasformato una loro debolezza in forza o viceversa.  Mi riferisco in particolare a: l’Emerito Papa Benedetto XVI; La blogger cubana Yoanna Sanchez; Il campione paraolimpico Oscar Pistorius e il velista Giovanni Soldini.
Molto si è scritto sulle dimissioni nel febbraio del 2013 di Papa Benedetto XVI. Trovo che il gesto abbia avuto una portata storica ma soprattutto umana, culturale, straordinaria; un esempio di normalizzazione di una ‘eccezionalità’ come l’essere appunto Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica. Mi sono sempre chiesto quali e quante riflessioni abbiano accompagnato questa sua scelta? Chissà se e con chi si sarà potuto confrontare oltre che con il suo ‘Capo’, o se sia stato completamente solo nella sua decisione? Chissà quali siano stati i suoi pensieri dopo avere dichiarato al Mondo della sua rinuncia al soglio di Pietro? . Immagino che abbia attraversato stati d’animo, pensieri e momenti che ognuno di Noi ritrova ogni volta che deve fare una scelta tra l’essere se stessi con le proprie debolezze e contraddizioni, e il rispondere alle aspettative che la società o, in generale, il ruolo richieda. Decisioni queste che dipendono solamente a noi. Ma la scelta di Benedetto XVI ha più di ogni altra precedente umanizzato la figura del Pontefice aprendo a mio parere poi la strada al suo successore Francesco. La normalizzazione di una ecezzionalità appunto  
Yoanna Sanchez è una blogger cubana conosciuta a livello internazionale per i suoi articoli e storie sul suo paese. Solo dopo alcune riforme del 2013 per il popolo Cubano è diventato più ‘facile’ andare all’estero e così l’anno successivo Yoanna è partita per la prima volta dall’Avana per un tour di circa 3 mesi in tutto il Mondo, lasciando a casa il marito e la famiglia. Una giovane donna che ha creduto e lottato per un futuro migliore del suo paese, denunciando ed evidenziando come mai le persone si adattano a vivere all'interno di regimi coercitivi. Un risultato straordinario raggiunto anche per la tenacia con cui lei e tanti altri oppositori del regime, goccia dopo goccia, giorno dopo giorno, parola dopo parola, hanno dato voce e forza alla dissidenza cubana. Chissà quali emozioni precedono un viaggio come questo atteso da una vita e pieno di significati? Chissà se si è sentita in qualche momento non adatta alle aspettative che si erano create su di lei ? E Chissà quanti pensieri sulla relatività del tempo per cui quando si raggiunge un traguardo solo guardandosi indietro ci si rende conto della strada compiuta?
Oscar Pistorius, era un idolo per molti se non per tutti; un esempio straordinario di caparbietà, tenacia, forza e di coraggio nel superare i pregiudizi e le paure degli altri, a rendere le persone con disabilità degli atleti anche olimpici e le olimpiadi luogo di meritocrazia, dove tutti possono arrivare a misurarsi con i (propri) limiti. Ma anche i superuomini hanno delle debolezze, sono normali appunto, e oltre a gioire, soffrono, provano gli stessi sentimenti degli altri, hanno paura. La notizia della condanna di Pistorius per l’omicidio della moglie sconcertò l’intera opinione pubblica e gesta del genere possono essere solo biasimati; tuttavia ho pensato alla tragedia che questo idolo ha vissuto: lui che è stato un’alba per molti, che tutto di un tratto si trova nel ‘lato oscuro della luna’. Arrivare a perdere la lucidità è un gesto opposto a vincere una gara alle olimpiadi. Chissà la tragedia interna di quell’uomo, chissà quanto dolore, rabbia deve avere provato per arrivare a compiere un gesto ingiustificabile per nessuna ragione? Chissà come si sia sentito dopo?
Giovanni Soldini, il velista oceanico che colleziona record su record che considero personalmente un Principe della Vela perché tratta con lealtà il Mare, riesce dopo anni di meticolosa preparazione a superare i traguardi che si pone. Imprese straordinarie sempre al limite che ti mettono a confronto con la forza della natura. Un piccolo esempio di quello che ogni giorno la vita ci pone davanti. Un esempio di come, volendo, con un’accurata preparazione ed esercizio, si possa andare oltre perché i confini ce li costruiamo noi e sono tutti superabili.
4 brevi testimonianze di vita che raccontano di stati d’animo, di capovolgimenti, di tanti ‘Chi l’avrebbe mai detto’ ma soprattutto testimonianze di: Libertà, perché se addirittura il Santo Padre può dire ‘non ce la faccio, lascio, non ho più la forza, allora forse non è più richiesto dalla società di essere dei ‘sempre verdi’ forti e immortali. Di speranza, perché a volte ci vuole meno di quanto si possa immaginare perché il mondo sia migliore;  Di vita perché la sfida è adrenalina pura per andare avanti, e ahimè anche di Morte, Perché come scrive Niccolò Nisivoccia in ‘sulla fragilità’, niente esiste se non in relazione a ciò che lo nega (il bene e il male il vero il falso)
Non esistono supereroi. Nella vita di tutti i giorni siamo un po’ tutti dei Benedetto XVI, delle Yoanna Sanchez, dei Giovanni Soldini e si anche dei Oscar Pistorius, perché l’umanità è un’onda alternata di forze e debolezze, di bene e di male, di straordinarietà e normalità, di vita e di morte, di eccezioni e di regole grazie alle quali diventiamo tutti più consapevoli e umani.