Biodiritto, bioetica - Fine vita -  Paolo Cendon - 03/10/2019

LA CATEGORIA DELLA ‘RAPPRESENTANZA ESCLUSIVA’ IN MATERIA SANITARIA, ALMENO PER LE SCELTE DI FINE VITA, È INCOSTITUZIONALE

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È  uno degli errori della legge sul Bio-testamento. Incostituzionalità per contrasto con gli artt. 2 e 32 della Costituzione.  Prima o  poi la Corte se ne accorgerà.

Vedo che il recente provedimento del Giudice tutelare di Roma che sta facendo discutere  - provvedimento con cui  concordo pienamente, nella sostanza: il formalismo del legislatore delle DAT è insensato, idelogico,  e comunque inapplicabile - si rifa a quel passaggio legislativo.

 Sbagliato, la rappresentanza in ambito sanitario non può mai essere esclusiva, se non quando esistano giustificati motivi che sostengano tale assetto: ad esempio, a mio avviso, quando sussistano presso l’interessato serie preoccupazioni che la sovranità sanitaria venga esercitata, hic et nunc,  dall’interessato,  in modo pericoloso per sé e per gli altri. Tossicodipendenze, alcolismo, ludodipendenze, certe malattie psichiche, situazioni analoghe; e anche qui con molta cautela beninteso.

Ma non è certo il caso delle scelte di fine vite: qui la rappresentanza ci può ben essere, ma mai esclusiva. L’interessato ha sempre il diritto di dire la sua, e,  salvo che non sussistano seri motivi per non dover prendere sul serio tali indicazioni (deliri, assurdità, incongruenze, goliardate, autolesionismi, farneticazioni), il giudice tutelare dovrà – in caso di contrasto con quanto prospettato dal medico  o dall’amministratore - muoversi nell’ottica di una tendenziale prevalenza della volontà dell’interessato, o comunque  di una sapiente armonizzazione, salvaguardando i nuclei buoni che ci possono anche nelle indicazioni di uno svitato, di un appannato, di un pazzerello.

“ANCA MI CHE SO ‘NA VECIETTA POSSO DIR LA MIA PAROLETTA’, diceva quella nobildonna veneziana.

Cosi specialmente nel fine vita: rappresentanza sanitaria  escusiva,  VERBOTEN!

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Ricordatevi poi – en passant - che la sovranità nella decisione abortiva spetta comunque anche alla donna interdetta. Tenete presente che l’interdetto può scegliere lui di farsi disinterdire.

Io, che pure sono sempre stato un po’ suonato, sto cercando addirittura di farla abrogare l’interdizione, dal Parlamento. Conto su Bonafede, su Conte, su Delrio, su Marilotti. Sulla Provvidenza.

 Non dimenticate poi  – continuiamo? - che oggi i portatori di sindromi Down e Alzheimer si sposano. Anche qualche novantacinquenne innamorato.

 I minori fanno quello che vogliono,  fra poco si diventerà maggiorenni a quattro anni. L’amministrato di sostegno è tendenzialmente uno non incapacitato. Chi è ubriaco può sempre comprarsi l’aspirina. Chi è in carrozzina e perso anche un po’ con la testa può sempre farsi aggiustare lui una ruota.

 Un oligofrenico si compra coi suoi soldi l’abbronzante, le tisane, i complessi magnesio-potassio. Lo schizofrenico sceglie lui il colore della sua dentiera. Il depresso può ordinare un lassativo per amazon. Quando qualcuno vi nomina le categorie (assolute)  della ‘capacità naturale’ o ‘legale’ dategli uno schiaffo. I notai devono aver meno paura e far fare testamento anche anche a chi è un po’ suonato.

 Andate avanti voi …