Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 06/02/2020

La banana da 108.000 euro

Oggi parleremo di una notizia che ha dello straordinario: ebbene sì, a Miami un tizio si è mangiato una banana. Vediamo però di contestualizzare bene il tutto, partendo dall'ultima fatica dell'artista Maurizio Cattelan (sì, proprio lui, lo stesso che ha scolpito il mausoleo a Craxi e ha realizzato la statua di Giovanni Paolo II colpito da un asteroide). La sua ultima opera, o meglio, la sua ultima provocazione (perchè oggi delle “opere”, a meno che non siano provocazioni, non frega più niente a nessuno) esposta alla Art Basel di Miami consisteva in una banana fissata ad una parete bianca con un pezzo di nastro isolante grigio. Costo di “Comedian”, questo il nome dell'installazione, 120.000 dollari (per il cambio in euro vedasi il titolo della rubrica). La banana, sia chiaro, è  reale, commestibile e quindi deperibile e, a voler sentire i critici più illuminati, è da intendersi come una denuncia, da parte del controverso artista italiano, al commercio globale. Ma a David Datuna, artista newyorkese, della denuncia di Cattelan, e del commercio mondiale, deve importare ben poco dal momento che ha deciso di mettere in scena una performance artistica del tutto particolare. Datuna, infatti, ha staccato dal muro la banana e, come ognuno di noi farebbe con una normale banana, l’ha sbucciata e se l’è mangiata, davanti allo sguardo sorpreso, divertito, e anche – in parte – allibito dei presenti. Naturalmente il tutto in diretta su Instagram (e dove se no?), facendo schizzare alle stelle il numero di visualizzazioni e di condivisioni della bizzarra iniziativa. “Adoro le opere di Maurizio Cattelan e adoro questa installazione. È davvero deliziosa” ha commentato Datuna postando il proprio video. L’artista newyorkese, dopo la bravata, è stato allontanato dalla fiera d’arte, mentre la banana, con quello che forse è stato il restauro più veloce della storia dell'umanità, è stata sostituita con un'altra. Il direttore della galleria di Miami, Herald Lucien Terras, malgrado la rabbia iniziale, ha rassicurato gli acquirenti: “Datuna non ha distrutto l’opera d’arte”, rassicurando gli acquirenti degli altri due esemplari (sì, avete capito bene, la provocazione è stata infatti venduta a due acquirenti per complessivi 216.000 euro). Perché il valore dell’opera è dato dal certificato di autenticità (Datuna si è infatti dimenticato di mangiare pure quello), non dalla banana, che può essere sostituita dai proprietari delle diverse opere. In ogni caso, per evitare che qualcuno emulasse David Datuna, intorno alla – nuova – banana, sono state schierate delle guardie a difesa dell’opera sostituita. A volerla pensare bene, con una semplicissima diretta sui social media (a costo zero!) ci hanno guadagnato tutti: Cattelan che ha fatto parlare della sua nuova provocazione, l' Art Basel di Miami che ha fatto parlare di sé, e Datuna che è uscito all'improvviso, con un guizzo geniale, dall'anonimato artistico. A saperlo prima Cattelan avrebbe potuto fissare al muro la mela avvelenata di Biancaneve, ma questa è un'altra storia.