Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Redazione P&D - 11/04/2019

La atipica figura del contratto preliminare di preliminare quale obbligo a contrattare e non a contrarre, nelle interpretazioni giurisprudenziali della Cassazione civile sentenza n. 923/2017 - G.G.

Dopo avere già trattato delle più recenti pronunce della magistratura civile di legittimità appare del tutto interessante ripercorrere un caso concreto molto specifico che legava la configurabilità del cd contratto preliminare di preliminare alla provvigione del mediatore.
In detto contesto è emerso che, tenuto conto che si tratta in questa situazione di un vero e proprio contratto innominato non equiparabile al tipo di cui all’art. 1351 cod. civ.,  “la stipulazione di contratto preliminare di preliminare (nella specie, relativa ad una compravendita immobiliare), ossia di un accordo in virtù del quale le parti si obblighino a concludere un successivo contratto che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con esclusione dell’esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento), è valido ed efficace e dunque non è nullo per difetto di causa, ove sia configurabile un interesse delle parti, meritevole di tutela, ad una formazione progressiva del contratto fondata su una differenziazione di contenuti negoziali, e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare. La violazione di tale accordo, in quanto contraria a buona fede, è idonea a fondare, per mancata conclusione del contratto stipulando, una responsabilità contrattuale da inadempimento di una obbligazione specifica sorta nella fase precontrattuale”.
Interessanti appaiono i collegamenti con altri orientamenti giurisprudenziali sulla fattispecie ed al più ampio alveo del diritto civile dei contratti e dei negozi giuridici.