Amministrazione di sostegno - Amministratore, poteri, doveri -  Paolo Cendon - 06/02/2019

L'amministratore di sostegno è solidalmente responsabile per le obbligazioni contratte al momento dell'ingresso in struttura del beneficiario, e per quelle connesse alla permanenza nella struttura stessa?

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L'amministratore di sostegno debitamente autorizzato dal Giudice Tutelare alla sottoscrizione del contratto non può essere solidalmente obbligato con il beneficiario per le obbligazioni derivanti dal contratto di inserimento in struttura per il solo fatto di averlo firmato in nome e per conto del beneficiario.

Tale conclusione costituisce, peraltro, il logico corollario delle comuni regole sul mandato con rappresentanza. Così, in forza dell'art. 1388 c.c., "il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato".

Occorre però rilevare che spesso gli istituti di cura propongono ai congiunti contratti di inserimento nei quali espressamente richiedono ai parenti (ovvero all'AdS ) di assumere espressamente il ruolo di fidejussori ex art. 1936 c.c. e segg. per le obbligazioni pecuniarie.

 Occorre prestare molta attenzione a tali contratti, atteso che l'ads che sottoscrive il contratto dichiarandosi fidejussore assume un'obbligazione in proprio, autonoma cioè rispetto a quella assunta in nome e per conto del beneficiario; da qui il rischio che, qualora per qualsiasi ragione non possa essere più corrisposta la retta (o non venga pagata dagli eredi per l'ultimo periodo di soggiorno, in caso di decesso del beneficiario), l'amministratore possa essere chiamato a rispondere personalmente della relativa obbligazione con il proprio patrimonio.