Amministrazione di sostegno - Finalità della legge, destinatari -  Redazione P&D - 03/07/2018

Insieme è meglio: l'esperienza associativa de “La Cordata” di Bra (CN) - L.B.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo gli appunti raccolti da Luigina Bima.

Oggi vogliamo fare con voi alcune riflessioni che riguardano l'aspetto associativo, secondo noi particolamente importante. Il nostro è un discorso realistico, di verità, non un discorso ideale.
Il nostro gruppo ha cominciato a trovarsi nel 2006, quando si è iniziato ad applicare la misura dell'amministrazione di sostegno sul territorio: era un gruppo informale, con la presenza di un operatore e con la curiosità e l'interesse di conoscere e di capire meglio questa nuova misura di protezione. Era un po' un gruppo di studio, di ricerca, ma i “docenti” sul territorio non c'erano ancora, allora ci confrontavamo sulle nostre esperienze, ci documentavamo con manuali e sentenze: più che risposte, avevamo tante domande... Intanto mentre maturava nel gruppo una certa passione per l'ads, costruivamo anche, condividendolo,  un certo “modo” che secondo noi era quello giusto per fare l'ads.  E' venuta fuori così la necessità di identificarci sul territorio, di farci conoscere come gruppo, di diventare “un soggetto” che si interfaccia con gli altri, che intesse collaborazioni ed accordi, ecc. Per questo, dopo lunghe discussioni,  ci siamo costituiti formalmente, dando una veste formale ad un gruppo che già c'era ed era consolidato.
Abbiamo capito che ci sono due modi di interpretare e di vivere l'incarico come ads:
    ⁃    una modalità per così dire “chiusa”, dove l'incarico è una questione privata, che si gioca tutto nel rapporto tra beneficiario, ads, G.T. Non si tratta di un modo sbagliato, molti lo preferiscono, perchè non vogliono o non sentono il bisogno di condividere con nessuno ciò che stanno facendo;
    ⁃    una modalità “aperta”, di ampio respiro, dove il beneficiario è al centro di un grande cerchio, o meglio di una rete, composta di nodi forti: il G. T., la famiglia, i servizi sociali, il medico di base, i volontari, gli amici, i vicini di casa. Se l'ads si vive all'interno di un'associazione è più facile avere questa visione allargata, con il beneficiario al centro. Tutti i nodi della rete, ciascuno per conto suo, in base alle proprie competenze, contribuiscono a “proteggere” e a sostenere la persona. La “modalità aperta” porta l'ads a cercare delle alleanze, dei punti di appoggio a cui fare riferimento, nel momento del bisogno. Il fatto di viversi all'interno di un'associazione favorisce l'ads nel cercarsi una “sua” rete, cioè dei “puntelli” che gli servono da confronto, da guida, da incoraggiamento nei momenti difficili.
    ⁃    
Questa è un po' anche la nostra esperienza. Sentirsi “INSIEME AD ALTRI”  può essere vantaggioso su più livelli:
    1.    a livello personale: il non sentirsi solo, avere le spalle coperte, sapere che l'associazione ha dei consulenti, gratuiti (o a carico dell'associazione) che ti possono supportare nei momenti di difficoltà
    2.    a livello di gruppo: poter vivere un senso di appartenenza e di condivisione, potersi identificare in valori comuni che fanno da sfondo e denotano e caratterizzano l'appartenenza. Questa è cittadinanza attiva che si manifesta come tale proprio in quanto portata avanti da un gruppo, dove c'è un senso di responsabilità, un coraggio anche ad entrare in situazioni difficili, che sai che non puoi cambiare, ma che hai la fiducia di poterle almeno un po' migliorare. Per farci ri-conoscere anche dal tribunale, in genere quando scriviamo relazioni o istanze, scriviamo una frase del tipo: “Il sottoscritto segnala di essere membro dell'assoc. La Cordata e di svolgere questo incarico come volontario, a titolo assolutamente gratuito, in base ai principi e ai valori che caratterizzano l'associazione”. Gli incontri di gruppo che facciamo – non molti per la verità (perchè tutti già sono impegnati per il loro incarico e per appartenenze ad altre associazioni) hanno lo scopo di offrire un auto mutuo aiuto, condividendo le esperienze: proprio questo aiuta a maturare, ad apprendere. Le situazioni problematiche non vengono discusse entrando a fondo nel caso, in tutti i particolari, ma vengono portate a livello di situazioni che possono riguardare tutti e che sono uno stimolo per riflettere, documentarsi, apprendere, cercare soluzioni...
    3.    A livello di comunità: abbiamo constatato che è importante “esserci”, essere un soggetto del territorio, partecipare alla Consulta Comunale del Volontariato, alla Consulta Comunale delle Famiglie, partecipare a progetti, sostenere delle iniziative di territorio, partecipare a incontri e dibattiti, portando quando si può e ci viene richiesto, la nostra piccola testimonianza. Organizzare convegni, dibattiti, percorsi formativi, ed informativi, non solo per i soci, ma per tutti i cittadini interessati. Avviare attività nuove, attivare progetti...Vuole anche dire portare con maggior forza la voce delle persone che noi rappresentiamo, che troppo spesso non contano per nessuno. In tutti questi anni (dal 2007 al 2017) abbiamo orgnizzato tre convegni pubblici e 36 incontri formativi e informativi distribuiti su tutti gli anni: questo è sicuramente un contributo di sensibilizzazione, di responsabilità, di conoscenza che l'associazione promuove e offre alla Comunità.
    4.    Un altro beneficio importante che si può arrecare alla comunità è il fatto di far conoscere questa particolare forma di volontariato e fare in modo di suscitare delle disponibilità di cittadini disponibili ad assumere l'incarico di ads nei confronti di chi non può avere qualcuno della sua rete famigliare o amicale. Avere un elenco di persone formate e disponibili può favorire e rendere magari più tempestive le dovute segnalazioni al Giudice Tutelare da parte dei Servizi Sociali e Sanitari. Per questo è importante promuovere, “pubblicizzare” in modo serio questo possibile impegno da parte di cittadini responsabili. Questo “contributo” alla comunità può essere offerto non da singole persone, ma da un gruppo, da una organizzazione formalizzata, credibile, trasparente e controllabile da tutti. Uno dei servizi più importanti che la nostra associazione ha offerto e sta offrendo alla comunità è l'attivazione di uno sportello informativo, aperto settimanalmente, su appuntamento, rivolto a tutti i cittadini interessati, non solo ai soci. Qui vengono date informazioni, viene fatta la stesura di ricorsi, istanze, richieste di autorizzazioni, relazioni e rendiconti annuali a nome dei cittadini che poi sottoscrivono i documenti. I volontari della Cordata fanno da segreteria, tenendo conto che la responsabilità è della persona incaricata, come ads o tutore, che firma il tutto. Questo sportello serve anche ad aiutare molte famiglie che devono assolvere il ruolo di ads o tutore verso un proprio congiunto e che sono in difficoltà per la parte amministrativaa, di rapporto con il tribunale. Poco per volta vengono aiutate, istruite nel comprendere bene i decreti del tribunale,  raccogliere correttamente i documenti per la stesura del rendiconto annuale, ecc.ecc.  Questo sportello è nato da una particolare esigenza del nostro territorio e non è detto che da altre parti sia necessario: Bra è distante da Cuneo, ed è sotto la giurisdizione di un altro tribunale. A Cuneo c'è l'ufficio provinciale di pubblica tutela, ma in pratica riesce ad essere utile soltanto al territorio che afferisce al tribunale di Cuneo. Per i nostri cittadini non avrebbe senso andare a Cuneo per fare le pratiche con Asti. Nello stesso tempo può essere anche molto scomodo andare all'U.P.P.T. di Asti, posto che tale ufficio abbia le risorse di personale che gli permettano di far fronte a tutto. Così, il nostro sportello, svolge - per quanto ne ha competenza – almeno alcune delle funzioni dell'U.P.P.T.

Noi continuiamo a dire che INSIEME E' MEGLIO

Aspetti pratici da rilevare

    ⁃    esserse  obbligati a definirsi , se ci si costituisce in associazione
    ⁃    potersi iscrivere al Centro Servizi per il volontariato e usufruire dei servizi che il Centro offre a tutte le associazioni di volontariato
    ⁃    poter disporre di una assicurazione responsabilità civile ed eventuali danni a terzi
    ⁃    poter aprire un conto corrente nominativo dell'Associazione, prevedendo le firme di chi è autorizzato ad operare
    ⁃    avere una organizzazione dell'associazione e delle inquadrature previste da rispettare: assemblea, direttivo, revisori dei conti, cariche sociali, bilancio preventivo e consuntivo soggetto all'approvazione secondo precise regole
    ⁃    distribuire gli incarichi, in base a quanto previsto nello statuto e in base all'organizzazione che l'associazione intende darsi: segretario, tesoriere, rappresentante dell'associazione in seno ad altri organismi, addetto stampa, addetto alla privacy....
    ⁃    fare domande di contributi per specifiche attività e progetti e ricevere finanziamenti sia da enti pubblici che privati
    ⁃    stipulare delle convenzioni con altre associazioni, enti, studi di consulenza, ecc.
    ⁃    avere  obbligatoriamente una sede legale, anche se diversa da quella operativa, in cui conservare i documenti importanti
    ⁃    documentare ogni attività svolta a livello associativo, attraverso diari, verbali, appunti, ecc.
    ⁃    studiare, analizzare la realtà che emerge dall'attività dei singoli soci e fare delle riflessioni, dei ragionamenti da portare eventualmente anche alle istituzioni del territorio
    ⁃    interloquire con gli enti pubblici e privati del territorio, in primo luogo con il Tribunale, per essere riconosciuti, offrire e chiedere  la loro collaborazione....
    ⁃    tenere i collegamenti con i soci anche con circolari, comunicati, inviati attraverso una mailing list
    ⁃    anche per stemperare le preoccupazioni, legittime, di un neo tutore o ads, occorre sottolineare che l'incarico comporta, sì, l'assunzione in prima prima persona della protezione e amministrazione del beneficiario, ma molte cose possono e devono essere delegate ad altri, sotto supervisione e collaborazione, non ultimo il rapporto con i Servizi Sociali e Sanitari competenti.

Quali sono gli “ingredienti”, i requisiti di base, perchè si possa passare da un gruppo informale ad una associazione?

Un gruppo informale è possibile, è legittimo, ma è un po' come un gruppo di amici, che può andare avanti in modo spontaneo, senza reciproci impegni. Si ha in comune un interesse, che può essere culturale, sportivo, di tempo libero, a cui ciascuno aderisce se e come e quando può.
Un'associazione è diversa, perchè è un gruppo che si dà anche una veste formale e quindi entra in un sistema di regole e si presenta alla comunità con pieno diritto di esserci e di contare come soggetto del territorio.
Per costituire un'associazione è molto utile, direi necessario, che ci sia già un gruppo prima, dove delle persone si conoscono, discutono e condividono motivazioni ed obiettivi.

Vi offriamo alcuni spunti, che abbiamo maturato attraverso la nostra esperienza, ma non solo. Sono semplici opinioni, tutte motivate, ma possono anche non valere per altri.
    1.    Ogni gruppo è un'entità a sé, ha una sua storia, le sue proprie origini, la sua evoluzione: è una realtà dinamica, ben diversa dalla somma dei suoi membri. Pertanto ogni gruppo deve percorrere la sua strada, può imparare e confrontarsi con altri, ma il risultato è comunque sempre relative. La nostra esperienza è la nostra, può essere non ripetibile nello stesso modo da altre parti.
    2.    Ogni gruppo ha sempre delle motivazioni che lo sostengono ed ha sempre degli obiettivi comuni da raggiungere; motivazioni di partenza ed obiettivi devono essere condivisi, per cementare l'unione di più persone a mettersi insieme. Poi si potrà non condividere sempre tutto, ad esempio le attività, le modalità i progetti... si discuterà... ma se ci sono motivazioni e obiettivi di fondo condivisi, ci sarà come un cemento che tiene insieme il tutto.
    3.    Un'associazione  di volontariato, di qualunque settore, deve essere “altra” dai servizi, sia pure collegata e in un rapporto di stretta collaborazione: occorre avere chiaro che si tratta di due soggetti diversi e i reciproci rapporti non possono solo essere basati su un timbro “amicale”.
    4.    In ogni associazione ci sono dei livelli diversi di partecipazione e di appartenenza: c'è sempre un “gruppo di testa”, il cosiddetto “zoccolo duro”, che deve esserci. Sono le persone che trascinano anche gli altri, che prendono inziative, che non si tirano indietro davanti alle responsabilità.... a muovere tutto questo, cos'è? la passione per quello che si fa, per la tematica che si vuole affrontare. Nell'ambito del volontariato non ci sono obblighi, dunque o ci credi, o non ci sei.
    5.    Perchè un'associazione possa nascere e funzionare, è necessario che qualcuno tenga le fila e imposti un certo metodo: elenco e recapiti dei partecipanti, incontri periodici, appunti delle riunioni.... Ogni incontro poi deve essere “gestito”, cioè convocato con un ordine del giorno, rispettando l'orario stabilito (sia all'inizio e sia come chiusura). L'incontro deve essere guidato o da chi l'ha convocato o anche da uno dei presenti a turno, che deve garantire a tutti il diritto di parola e l'ascolto e deve garantire che si arrivi a qualche decisione.
    6.    Soprattutto nei primi tempi, è bene che le riunioni abbiano una cadenza prefissata (mensile o settimanale, o quindicinale) perchè così diventano un impegno che entra a pieno titolo nell'agenda dei partecipanti e inoltre si costruisce un po' per volta l'identità del gruppo.
    7.    Un'associazione nuova che nasce su un territorio sarebbe buona cosa se si facesse conoscere a livello di comunità con qualche iniziativa pubblica, che serva anche per presentarsi.
    8.    Per farci conoscere abbiamo pensato di ricercare un logo che in qualche modo identificasse la nostra Associazione. A questo scopo ci siamo rivolti ad un Istituto Professionale ad indirizzo grafico della nostra città; il dirigente è stato ben contento di offrire agli studenti dell'ultimo anno questa possibilità di esercitazione pratica. Noi abbiamo incontrato gli studenti ed abbiamo loro illustrato le caratteristiche, le finalità della nostra associazione; cinque di loro hanno inventato un logo, tutti molto belli ed originali. Ne abbiamo scelto uno ed abbiamo “premiato” l'autore con una pergamena e con una pubblica menzione in occasione di un convegno.
Nella speranza che almeno alcune delle nostre riflessioni possano essere utili anche a voi, dandovi la più ampia disponibilità ad eventuali ulteriori momenti di incontro e di confronto, vi ringraziamo per la fiducia che avete dimostrato nei nostri confronti e vi auguriamo di intraprendere il “vostro” percorso nella vostra bellissima e gloriosa città di Asti!