Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 05/02/2020

Ina vista da Carmela Bruniani

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Ina racconta la storia, fatta di piccoli episodi di vita quotidiana, di un uomo e una donna con esperienze diverse che, a piccoli passi, attraverso la scoperta dei rispettivi mondi, imparano a conoscersi e ad amarsi.

Il mondo accademico del professore lascia il passo alla vita difficile della giovane Ina che, finisce col pervadere ogni momento della sua esistenza mettendolo a contatto con le fragilità di un mondo fino ad allora, per lui, solo oggetto di osservazione scientifica e mai realmente vissuto.

Per Ina, invece, l’incontro forse con una figura paterna, quella reale persa troppo presto durante l’infanzia, e la scoperta di una personalità complessa e fragile, capace di grandi idealità e, contemporaneamente, di improvvise cadute.

La storia scivola sullo sfondo di una serie di gite estemporanee in macchina o brevi viaggi in piccoli paesi di montagna durante i quali i due si raccontano e, gradualmente, cominciano a incrociare i loro destini.

Il paesaggio descritto nei particolari, i piccoli localini, le camere d’albergo accompagnano il lettore in tutta la vicenda facendogli gustare momenti conviviali, a contatto con la natura o all’interno di borghi antichi, molto gradevoli.

Il lago, il rumore di un torrente, spicchi di cielo, tetti di ardesia, il fruscio delle chiome degli alberi, la brezza di un pomeriggio che volge al tramonto, piccoli momenti di felicità.

In questa nuova vita a due si intrecciano i racconti degli episodi della vita difficile di Ina che non vede da un occhio per un incidente avvenuto durante la sua infanzia, del fratellino autistico che vive in un istituto e a cui lei è molto affezionata e delle vite surreali di molti dei suoi amici, descritti con dovizia di particolari e con un occhio attento che lascia trasparire per gli stessi una certa simpatia.

Non manca neanche la descrizione delle vicende personali del professore tra cui la morte violenta della moglie, due figli un po' distanti e una certa stanchezza di vivere che caratterizza il suo mondo prima dell’incontro con Ina.

Il libro è quindi ricco di storie, di vicende vissute, di racconti di vita a cui si aggiungono anche quelli dei tanti soggetti fragili che riempiono i testi di diritto del professore che forse trova con Ina e con il suo mondo nuova fonte di ispirazione per individuare altre figure giuridiche a tutela dei soggetti deboli.

Non mancano anche i momenti di crisi, i contrasti con il figlio e, per un attimo, da parte di lui la tentazione di desistere, di rinunciare a questa nuova esperienza a cui si contrappone la reazione da animale ferito di Ina che, invece, percepisce che il suo dolore è direttamente proporzionale alla forza del legame che la lega al professore.

Un libro molto intenso, quindi, in cui ogni storia non è mai fine a se stessa ma serve a legare sempre di più i due protagonisti senza, però, che l’autore dia molto peso alle stesse trattandole, invece, come un normale svolgersi ed evolversi dei rapporti umani.

La storia narra, quindi, essenzialmente, della “genesi di un amore” che anche se avviene, come nella fattispecie, attraverso gesti di vita quotidiana, non manca di poesia e di una certa magia.