Pubblica amministrazione - Pubblico impiego -  Redazione P&D - 26/09/2018

In tema di diritto scolastico - Tribunale di Roma n. 5021/2018 - Annalisa Tardino

Il Tribunale di Roma, in funzione del Giudice del Lavoro, nella persona del Giudice Dott.ssa D. Casari, con sentenza n. 5021/2018 pubblicata in data 13 giugno 2018, ha accolto il ricorso di una docente già inserita nella graduatoria ad esaurimento degli aspiranti al ruolo in qualità di docente di scuola primaria, assunta nell’ambito del piano straordinario di assunzioni di cui alla L. 107/2015, art.1, comma 98, lettera C, con contratto a tempo indeterminato,dichiarando il diritto della stessa alla precedenza ex art.13 comma 1 punto III capoverso 2 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente e, per l’effetto, ordinando all’amministrazione convenuta di assegnarle sede di lavoro tenuto conto di tale precedenza per tutte le preferenze espresse, nell’ordine di cui alla domanda.

La pronuncia in esame, riveste particolare importanza per aver riconosciuto il diritto alla precedenza ex art. 13 comma 1, punto III, capoverso 2 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo avendo la ricorrente necessità di cure e terapie continue, pure in assenza dello status di portatore di handicap grave ex art. 3 comma 3 L. 104/92, e in presenza di una particolare patologia, quale la sindrome bipolare.

Il riconoscimento del diritto alla salute e del diritto al lavoro, entrambi di rango costituzionale, trovano nella pronuncia massima tutela e riconoscimento.
Nei fatti, la ricorrente,già inserita nella graduatoria ad esaurimento degli aspiranti al ruolo in qualità di docente di scuola primaria, nell’ambito del piano straordinario di assunzioni di cui alla L. 107/2015, art. 1, comma 98, lettera C, veniva assunta con contratto a tempo indeterminato in qualità di docente di ruolo in prova, per un posto comune, con decorrenza dal 01.09.2015 per n. 24 ore settimanali di lezione presso un istituto comprensivo prossimo alla propria residenza.

Rappresentava in ricorso di aver brillantemente superato il periodo di formazione e prova ed il relativo esame finale, con valutazione positiva del dirigente scolastico.
Da contratto individuale di lavoro la sede definitiva del rapporto di lavoro sarebbe stata

assegnata mediante le operazioni di mobilità dell’anno scolastico 2016/2017.
Tuttavia, compiute le procedure di mobilità, il M.I.I.U.R. assegnava la ricorrente presso un ambito fuori regione, confermando come tipologia il c.d. posto comune, omettendo di valutare le condizioni di salute della stessa.
La ricorrente, la quale soffre di un grave disturbo bipolare, era stata assunta tra i soggetti iscritti nelle liste di collocamento obbligatorie tenute dal Dipartimento Regionale del Lavoro, Regione Sicilia, ai sensi della legge n. 68/99 in data 02.07.2013, essendo stato accertato uno stato invalidante utile ai fini del collocamento mirato ma non lo stato invalidate di cui all’art. 3 comma 3 della L. 104/92.
Il disturbo, che determina fasi di agitazione alternati da fasi di grave depressione, viene positivamente contenuto grazie a terapia farmacologica e soprattutto psicoterapeutica, ove ruolo fondamentale è dato all’assistenza perenne e continua della famiglia che le somministra costantemente la terapia indicata dallo specialista che la cura creando una vera e propria
rete di assistenza terapeutica e di cura.
I progressi medici realizzati sulla persona della ricorrente rischiavano di essere irrimediabilmente compromessi dal trasferimento determinato dall’assegnazione definitiva fuori regione di appartenenza disposta dal M.I.U.R., che, nel processo di mobilità che ha interessato la ricorrente non teneva conto dello stato invalidante della stessa.
Dispone l’art.13 comma 1, punto III del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente del 08 aprile 2016 dedicato al ‘Personale con disabilità e personale che ha bisogno di particolari cure continuative’: “Nel contesto delle procedure dei trasferimenti, e nell'ambito di ciascuna delle quattro fasi, viene riconosciuta la precedenza, nell'ordine, al personale scolastico che si trovi nelle seguenti condizioni: 1) disabili di cui all'art. 21, della legge n. 104/92, richiamato dall'art. 601 del D.L.vo n.297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella "A" annessa alla legge 10 agosto 1950,n.648;2) personale (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari

cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia); detto personaleha diritto alla precedenza per tutte le preferenze espresse nella domanda, a condizione che la prima di tali preferenze sia relativa all'ambito corrispondente al comune in cui esista un centro di cura specializzato, tale precedenza opera nella fase comunale solo tra distretti diversi dello stesso comune...”.

Il Giudice del Lavoro ha riconosciuto l’applicabilità alla fattispecie del punto 2 della superiore norma, ordinando all’amministrazione l’assegnazione dell’insegnante presso una sede di lavoro prossima alla residenza della stessa con diritto di precedenza ex art. 13 comma 1 punto III capoverso 2 C.C.N.L Integrativo concernente la mobilità del personale docente.