Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 08/04/2019

Imparare dalle bambine e dai bambini

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Abbiamo parlato di Leonardo da Vinci, abbiamo fatto otto incontri, avevo cercato link, materiali online per far vedere i disegni, le macchine di Leonardo, per mostrare nuove odierne tecnologie, avevo cercato per avere un supporto che mi aiutasse e mi sostituisse.

Avevo avuto almeno l’intuizione, giusta, di non preparare un percorso troppo strutturato, meglio essere elastici, pronti a seguire nuove strade, nuovi stimoli, insomma un percorso alla Leonardo.

Poi è venuto il gran giorno e al mattino, l’idea: indosserò la maglietta con disegni e formule di Leonardo comprata a Firenze un po’ di anni fa.

E così comincia l’avventura, per la prima volta nella mia carriera di insegnante, mi accingo a lavorare con bambini di quinta elementare.

Parliamo di Leonardo. Non abbiamo aperto nessun link. Abbiamo rotto il ghiaccio con la maglietta. E poi siamo volati attraverso gli universi di Leonardo, volato come lui avrebbe voluto, volato grazie a lui.

Abbiamo parlato della sua vita, dei viaggi, Leonardo è stato viaggiatore studente, profugo, cervello in fuga; del suo carattere, delle letture, quanta poesia leggeva Leonardo. Abbiamo parlato della pittura, passione da cui tutto in lui è nato. Soprattutto abbiamo parlato dell’amore di Leonardo per la natura, gli animali (era vegetariano e cuoco vegetariano), per le piante che studiava affascinato e che coltivava.

I bambini hanno seguito questo volo, persino quando abbiamo letto poesie (Omero, la Dickinson), persino quando abbiamo parlato di DNA e Freud e Planck.

I bambini sono stati catturati dal collegamento via skype con il FabLab di Milano e con Massimo Temporelli, fisico, che ha mostrato loro il fablab, e ha parlato di tecnologia e scienza. E un po’ anche noi abbiamo viaggiato nel tempo giacché Massimo è stato mio allievo alle superiori (a proposito di stampanti 3d e di Leonardo, guardate qui: http://leonardoplugandplay.it/ qualora voleste organizzare una mostra)

Cosa volete che vi dica? Concludo così: avevo chiesto ai bambini di inventare qualcosa, di fare un progetto. Alla fine del percorso su 48 bambini sono tre e tutti maschi hanno pensato a invenzioni offensive, di guerra, gli altri hanno immaginato cose fantasiose, i viaggi nello spazio e nel tempo, ma soprattutto (e soprattutto le bambine) hanno sottolineato il risparmio e la cura per la natura e gli animali.

“Il mondo salvato dai bambini” per parafrasare “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante.

Ultimo punto: sempre più sono convinta che di tutti i lavori il più nobile, utile, difficile è insegnare. Tenetelo a mente e grazie alle maestre.