Interessi protetti - Tempo libero -  Redazione P&D - 20/01/2009

ILLEGITTIMO IL RITIRO DEI PASSAPORTI DA PARTE DEGLI OPERATORI TURISTICI - Alessio ANCESCHI

Mi è capitato un pò di tempo fà di fare una crociera in oriente.
Al momento dell'imbarco sulla nave, gli addetti della nave ci hanno trattenuto il passaporto, consegnandoci il tesserino di identificazione personale della nave. Il passaporto ci è stato riconsegnato solamente al momento dello sbarco definitivo della nave, sicché durante tutte le (numerose) soste intermedie, sempre in paesi differenti, ogni passeggero era costretto a scendere a terra con la fotocopia del proprio passaporto e la tesserina di identificazione personale della nave.
Come mi è stato confermato da numerosi abituè dei viaggi croceristici, il ritiro del passaporto durante tutta la crociera costituisce una prassi di molte compagnie di crociera, comprese quelle più importanti come quella che abbiamo scelto, peraltro italiana.
Ho subito sporto reclamo nei confronti degli addetti doganali della nave i quali hanno accampato varie scuse, nessuna delle quali veramente credibile (come ad esempio che il ritiro del passaporto da parte loro garantiva che ciascun passeggero, come un povero imbecille, lo perdesse durante una sosta oppure che tale prassi garantiva un più veloce disbrigo delle pratiche doganali), senza ottenere risultati.
Ho fatto presente in primo luogo che al ritiro del passaporto non è conseguita nessuna consegna di ricevuta dell'avvenuto ritiro e che il passaporto costituisce un documento di identificazione personale che l'operatore turistico, così come qualsiasi altro soggetto, non può permettersi di trattenere arbitrariamente.
Peraltro, la discesa a terra, in un paese estero, senza il proprio documento di identificazione personale (e tale certamente non è il tesserino rilasciato dalla nave) può certamente comportare problemi per l'interessato, qualora dovesse subire un normale controllo di polizia.
Tale impedimento, peraltro, impedisce la libera circolazione internazionale delle persone, qualora, ad esempio, nel corso della sosta il viaggiatore intenda spostarsi in un paese limitrofo a quello di sbarco.
A ciò deve aggiungersi la violazione della riservatezza, posto che in questo modo, la compagnia di crociera può indebitamente avvantaggiarsi di informazioni riservate sulla persona, come ad esempio prendere conoscenza dei movimenti internazionali di ciascun passeggero.
Fortunatamente, a parte la limitazione della circolazione internazionale (ovverosia il fatto che ci sia stato oggettivamente impedito di spostarci in paesi limitrofi a quelli di sbarco) e taluni contrattempi (al fine di poter scambiare la valuta estera, alcune banche chiedono il passaporto), non abbiamo subito particolari conseguenze negative all'indebito ritiro del passaporto. 
In ogni caso, ritengo che tale comportamento, posto in essere dalle compagnie di crociera costituisca certamente un abuso, il quale possa certamente far sorgere un diritto al risarcimento del danno, sia per la violazione del diritto di circolazione internazionale della persona (art. 16 cost.) che qualora venga a subire un qualsiasi pregiudizio conseguente al mancato possesso del passaporto.