Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 19/11/2018

Il trasporto e soccorso sanitario sono oggetto di convenzione (e non di gara) – Tar Veneto 951/18

Il tema del trasporto e soccorso sanitario – come più volte abbiamo avuto modo di commentare su questo sito – è oggetto di diversi approcci interpretativi. Tuttavia, quando trattasi di servizio di trasporto e soccorso sanitario (e non di trasporto ordinario), il Tar Venezia, sez. III, con sentenza 15 ottobre 2018, n. 951, ha accolto il ricorso presentato da una ONLUS contro la gara indetta da un’azienda sanitaria relativa all’affidamento del trasporto di soccorso.

Il Tar ha ribadito che l’azienda sanitaria non deve esperire una procedura ad evidenza pubblica atteso che:

-) il regime alleggerito previsto dal Codice dei contratti pubblici (d. lgs. n. 50/2016) si applica al solo trasporto ordinario di pazienti privo del carattere d’urgenza;

-) il ricorso al convenzionamento diretto con le organizzazioni di volontariato iscritte all’apposito albo regionale è previsto dall’art. 57, d. lgs. n. 117/2017;

-) il convenzionamento diretto con le organizzazioni di volontariato è altresì previsto dalla legge regionale (nel caso di specie l.r. Veneto 26/2002), che stabilisce un apposito sistema di accreditamento per le organizzazioni che intendano svolgere il trasporto e il soccorso sanitario emergenziale e d’urgenza.

I giudici amministrativi veneti, pertanto, identificano con chiarezza il quadro normativo di riferimento, che non lascia spazio ad interpretazioni diverse. Quando l’oggetto del servizio è chiaro, si applicano le disposizioni del Codice del terzo settore, coordinate, laddove necessario, con la normativa regionale.

Ovviamente, affinché si possa legittimamente applicare il sistema di convenzionamento diretto, oltre ai requisiti sopra richiamati, è fondamentale che il rapporto tra azienda sanitaria e organizzazione di volontariato si fondi sul mero rimborso delle spese sostenute e non configuri un vero e proprio sinallagma.

Come richiamato in apertura di questo breve commento, la riforma del terzo settore, peraltro in modo coerente con la disciplina eurounitaria sul punto, ha inteso favorire i rapporti diretti con le organizzazioni di volontariato iscritte all’albo per l’espletamento di un servizio, segnatamente, quello relativo al trasporto sanitario e di soccorso, che rientra non soltanto nel più ampio concetto di diritto alla salute ex art. 32 Cost., ma rientra – in virtù dell’elenco delle attività di interesse generale di cui all’art. 5, d. lgs. n. 117/2017 – proprio tra gli scopi statutari delle organizzazioni di volontariato. Le quali, a loro volta, sono oggetto di un affidamento “in via prioritaria” del servizio in parola giusta la previsione dell’art. 57, comma 1, del Codice del Terzo settore.

Preme evidenziare che la sentenza de qua, in un momento storico in cui le modalità di partnerships tra enti pubblici ed enti del terzo settore sembrano talvolta messe in discussione, costituisce un importante contribuito per chiarire, anzi rafforzare la posizione delle organizzazioni di volontariato, così come anche recentemente ribadito dalla sentenza della Corte costituzionale 12 ottobre 2018, n. 185. In quell’occasione, i giudici costituzionali hanno ritenuto che il volontariato (come peraltro già affermato in una precedente sentenza del 1992) debba considerarsi quale espressione di attività e interventi da ricondurre all’ambito delle libertà sociali garantite dall’art. 2 Cost. e al principio di sussidiarietà ex art. 118 u.c. Cost, in quanto poste in essere da soggetti privati che operano per scopi di utilità collettiva e di solidarietà sociale.

Ed è in forza di questa finalità di matrice collettiva che il Codice del Terzo settore ha riconosciuto la “priorità” per le organizzazioni di volontariato di essere coinvolte nell’erogazione dei servizi di trasporto sanitario (di urgenza ed emergenza).