Cultura, società - Intersezioni -  Elena Feresin - 23/08/2018

Il riscatto

Pepi stava attraversando la piazza del paese quando si sentì chiamare:
“Pepi! Pepi! Sastu dimi quant che pesa la Tiara?”
(sai dirmi quanto pesa la Terra?)

Pepi si gira lentamente e riflette
In quell’attimo
tutta la sua vita
corpo infelice, tozzo, testa enorme, sproporzionata, movimenti impacciati,
la solitudine, la sofferenza
così è stato fin dal suo primo vagito più di cent’anni fa
in un paese friulano nascosto tra le valli
quasi due palmi di mano per nascondere lui
concepito non si sa dove non si sa con chi,
abituato alle battute, agli scherzi, alle malignità, alle derisioni
sulle sue invalidità fisiche troppo spesso associate a invalidità mentali
era considerato lo scemo del paese
dileggiato da molti

ma quel giorno
accadde qualcosa di diverso
una magia
Pepi guardò dritto negli occhi il Provocatore e quelli accanto a lui pronti a esplodere in una risata collettiva
e con voce ferma gli rispose: “se tu mi tiris fur duc i balos di disi cumò quant che pesa la Tiara”?
(se tu mi togli tutti i sassi ti dico ora quanto pesa la Terra)

Si racconta che da quel giorno nessuno osò fare altrettanto
E Pepi divenne Il Pepi da la Tiara (Il Pepi della Terra)
dove lui riposa da tantissimi anni
ignaro che la sua storia è ancora viva come il ricordo del suo riscatto che è il riscatto di tutti coloro che vengono umiliati

(Questa è una storia vera tramandata da mia nonna, vissuta all’epoca di Pepi, a mio padre e da lui a me)