Deboli, svantaggiati - Servizi sociosanitari, volontariato -  Redazione P&D - 05/10/2019

Il modello generale (cui tendere) per la gestione della fragilità - Paolo Cendon

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 lo psichiatra resta evidentemente fondamentale, quando in gioco c'è una malattia mentale

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 ma la regia della vita della persona è FONDAMENTALMENTE nelle mani del giudice, oltre che dell'amministratore di sostegno per la parte esistenziale-esecutiva

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 - e nell'équipe coordinata dal giudice possono esserci altri esperti, oltre allo psichiatra: ad esempio il cardiologo, il consulente del lavoro, il sessuologo, lo psicologo, il fisioterapista, il riabilitatore, il farmacologo, l'architetto, l'esperto di carcere, il maestro del coro, l'animalista, il veterinario, l'estetista, il lettore di libri, l'esperto di giardinaggio, l'addetto alle badanti, il commercialista, il decifratore di sogni, l'esperto di tisane, il tecnico web, il sociologo e così via

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 parte delle competenze di regia sono svolte, per default, dall'ufficio sportello comunale della fragilità

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 del resto non tutti i fragili cui penso io hanno deficit psichiatrici, ma l'esigenza di una risposta efficace vale anche per loro, in questo caso senza necessità dello psichiatra

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 il modello cui pensare per la fragilità deve avere un carattere generale, onnicomprensivo, volta a volta articolabile secondo le necessità

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 le gambe del tavolino sono sempre almeno due, tendenzialmente, quello giudiziario e quello amministrativo-territoriale, poi si possono aggiungere altre gambe

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 - anche il giudice cessa di essere indispensabile se non ci sono questioni di sostegno-copertura civilistica in gioco

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