Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 11/05/2019

Il diritto applicato alle grandi opere letterarie: il Decameron - Enrico Tomasini

In questo articolo si parlerà di una delle leggi che ha ottenuto più consensi negli ultimi anni: la legge n.166/16 o "legge Gadda", più semplicemente la legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici.
Ma perché annoiarsi quando è possibile spiegare la legge italiana con insoliti paragoni quali film, serie tv e, come in questo caso, grandi opere letterarie?
Farà da incipit a questo articolo Il Decameron, o Decamerone, raccolta di cento novelle scritta da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo, ed in particolare una delle storie più note in esso contenuta: quella di Chichibio e la Gru.
Currado Gianfigliazzi, ricco signore  amante della caccia, viveva a Firenze. Un giorno riuscì a catturare una gru, e la consegnò al suo cuoco, Chichibio. Mentre la gru cuoceva, lo squisito profumo attirò una servetta di cui Chichibio era innamorato. Questa allora chiese a Chichibio una coscia del volatile ma egli rispose che non poteva dargliela. Tuttavia, il cuoco, dispiaciuto, alla fine decise di accontentare la ragazza. Quella sera si tenne un’importante cena con degli ospiti e Currado, vedendo che alla gru mancava una coscia, chiese spiegazioni: il cuoco per difendersi disse che le gru avevano una sola gamba. Allora Currado decise di sfidare il cuoco a dimostrare quanto stava dicendo all’alba del giorno seguente. Così al mattino si recarono al lago dove le gru riposavano poggiate su una sola zampa. Proprio mentre Chichibio cominciava a credersi salvo, Currado lanciò un forte grido: tutte le gru presero il volo mostrando così entrambe le zampe. A questo punto il cuoco, ormai certo di ricevere una sonora punizione, rispose al suo padrone che, se avesse lanciato un urlo simile la sera prima, anche quella gru avrebbe mostrato entrambe le zampe. Currado sorpreso e divertito da quella battuta decise allora di perdonare il cuoco.
Ambientando la novella nell’odierna Italia,  paragoniamo il ricco signorotto Currado Gianfigliazzi ad un avaro ristoratore che preferisce buttare gli avanzi della grandi cene, piuttosto che magari darli a chi ne ha bisogno.
Dal 14 settembre 2016 è  appunto entrata in vigore la legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, volta a favorire il recupero e la donazione di beni alimentari, farmaceutici ed altri prodotti in favore di soggetti che operano senza scopo di lucro.
Ma cosa cambia realmente?
Per chi opera nel settore alimentare ( panifici, gastronomie, ristoranti ecc.) o farmacie e negozi di abbigliamento diventa più facile donare le eccedenze a bisognosi ed organizzazioni non profit, in cambio benefici a livello fiscale. Infatti, ci sarà la possibilità di avere sconti sulla tassa rifiuti, in misura proporzionale al cibo o al materiale che si è donato, a patto che la donazione sia tracciata e sia possibile fornirne prova.
Sono comunque previste delle regole per tali donazioni. Infatti, è possibile donare anche alimenti “scaduti”, così come i prodotti da forno non venduti entro le 24 ore successive alla produzione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione.
Infine, le eccedenze non più idonee al consumo possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per altre destinazioni, come il compostaggio.