Pubblica amministrazione  -  Redazione P&D  -  27/09/2021

Il crocifisso davanti alle Sezioni Unite della Cassazione: difesa di diritti o accanimento iconoclasta? - Paolo Cavana

1 - Con ordinanza n. 19618 del 18 settembre 2020 una sezione della Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la decisione di un ricorso controla sentenza della Corte d’appello di Perugia, che ha respinto l’appelloproposto da un docente contro la sentenza del Tribunale della stessa sede che aveva ritenuto legittima la sanzione disciplinare della temporanea sospensione dall’insegnamento comminatagli dall’Ufficio ScolasticoProvinciale.

Alla base di tale provvedimento vi era stato il comportamento del docente, il quale - secondo quanto esposto nell’ordinanza in oggetto -

“invocando la libertà di insegnamento e di coscienza in materia religiosa, aveva sistematicamente rimosso il simbolo [il crocifisso] prima di iniziare la lezione, ricollocandolo al suo posto solo al termine della stessa, ed aveva anche proferito frasi ingiuriose nei confronti del dirigente, che pretendeva il rispetto delle disposizioni impartite in conformità al deliberato dell’assemblea di classe”, 

che si era invece pronunciata a favore dell’esposizione del crocifisso nell’aula durante le lezioni.

Potrebbe sembrare strano che ancora una volta, dopo tante pronunce, anche della Cassazione, intervenute negli ultimi decenni sullapresenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane e l’intervento dellaGrande Chambre della CEDU (Lautsi and Others v. Italy, 2011), la questione torni a essere sottoposta al giudice italiano di legittimità. D’altra parte lafattispecie in oggetto presenta in effetti, come è stato osservato, un aspetto nuovo rispetto ad altri precedenti, in quanto questa volta è un docente, non un alunno o i suoi genitori, a reclamare la rimozione del crocifisso durante le sue lezioni, anzi ad avere unilateralmente attuato questo proposito contro la volontà degli alunni espressa a maggioranzanell’assemblea di classe. Se la fattispecie è dunque parzialmente nuova, non lo sono però altrettanto gli argomenti utilizzati, che risultano in parte anche lacunosi.

Non mi soffermo sull’articolata giurisprudenza anteriore, né sulle fonti che giustificano nell’ordinamento italiano la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, su cui è già stato scritto molto, come pure sul significato, religioso o culturale, di tale simbolo, sul quale anche di recente la dottrina si è soffermata. Mi concentrerò piuttosto sulle argomentazioni giuridiche richiamate nell’ordinanza a sostegno del nuovo ricorso.

(...) 

In allegato l'articolo integrale.


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