Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 06/04/2019

Il buon vicinato

Oggi parleremo di “NEXTDOOR” (traducibile con: Vicini di Casa), partendo da un fatto che non può certo lasciarci indifferenti: grazie a questa applicazione per smart Julia Roberts  ha ritrovato il proprio cane scappato di casa e, se questo non dovesse bastarci (...ma non vedo come), George Clooney organizza un sacco di eventi nel proprio quartiere. Forte di questi risultati, Nextdoor è sbarcata in Italia da pochi mesi, sebbene sia un'applicazione già in voga negli Stati Uniti dal 2011. Dedicata interamente ai rapporti tra vicini di casa, è una sorta di social network di quartiere che punta a creare delle community rionali con lo scopo di scambiarsi informazioni, suggerimenti, consigli, raccomandazioni, organizzare feste, coordinare petizioni e iniziative di varia natura. Una volta, se si aveva bisogno di qualcosa, si suonava il campanello al vicino, oggi invece, con non poco risparmio di tempo ...e magari di imbarazzo, si posta tutto su Nextdoor ed il gioco è fatto. L'espansione in Europa dell'app è iniziata nel 2016, ed i finanziamenti non si sono fatti attendere (più di 250 milioni di dollari sia da parte di investitori americani che europei) e i risultati appaiono davvero confortanti: ad oggi più di 200mila quartieri di Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Italia utilizzano Nextdoor per collegare i vicini. L'accoglienza nostrana è stata piuttosto massiccia: al momento più di 1200 quartieri e 30mila vicini in tutta Italia stanno usando la piattaforma (disponibile anche per Android). La domanda che sorge spontanea è: perché mai si dovrebbe conversare online con un vicino di casa se, di solito, nemmeno lo si saluta quando lo si incontra per le scale? La risposta sta nello spirito di questi tempi... ovvero perchè è proprio in Rete che si comunica a discapito del mondo reale.  “L'assunto che tanta gente non conosca i propri vicini è stata un'immensa fonte d'ispirazione quando abbiamo fondato Nextdoor. - spiegano i fondatori Nirav Tolia e Sarah Leary, due studenti di informatica - Costruire relazioni è un bisogno umano universale. Abbiamo dunque voluto facilitare le connessioni umane connettendo vicini e comunità locali, creando un network digitale sicuro e privato. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare uno strumento che potesse aiutare i vicini a convertire le proprie conversazioni online in incontri reali, favorendo relazioni più profonde”. L'Italia è tra i primi utilizzatori di smartphone in Europa, ed è quindi auspicabile che Nextdoor renda non solo utile, ma facile, per i vicini, interagire con le proprie comunità locali, diventando un valido strumento per i comitati di quartiere per sensibilizzare le proprie comunità su temi importanti, o anche solo per lanciare idee interessanti. D'ora in poi quindi, se abbiamo bisogno di un badile o di un trapano, chiediamo ai vicini di prestarcene uno su Nextdoor così, quando andremo a prenderlo, magari avremo l'occasione di conoscere e instaurare un rapporto con qualcuno che probabilmente non conoscevamo prima.