Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 27/02/2019

Il buon collaboratore di ‘Diritti in movimento’

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Ormai 'Dm' è operativo da qualche mese e sta crescendo ogni giorno
Ricordo qui alcuni criteri identitari

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* MISSION DI ‘DIRITTI IN MOVIMENTO’ – 
‘Dm’ è un progetto volto a rimettere il ‘diritto civile’ al centro degli interessi, della discussione politica, del metodo di lavoro: l’obiettivo è analizzare la frontiera dei diritti soggettivi, nonchè quella dei danni alla persona, secondo un taglio ispirato alla franchezza, al realismo: con particolare attenzione per i motivi della quotidianità, dell’effettività. In gioco c’è la ‘qualità di vita’ di ‘ciascuno di loro’, di ‘ognuno di noi’: casa, lavoro, affetti, reddito, territorio, pensione, salute, risarcimento, assistenza, scuola, cultura, servizi, ambiente, tempo libero. 
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* INTERDISCIPLINARITÀ -
on solo giuristi: anche psichiatri, insegnanti, funzionari, medici, giornalisti, pisicologi, commercianti, pensionati, imprenditori, artisti, assistenti sociali, referenti di associazioni, sociologi, architetti, ingegneri, informatici, commercialisti, religiosi, gente di spettacolo, infermieri, amministratori pubblici, persone qualsiasi e così via.
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* DNA APARTITICO DEL NOSTRO MOVIMENTO -
‘Dm’ non è legato ad alcun partito. 
I suoi valori di riferimento sono quelli della Costituzione italiana e delle grandi Dichiarazioni internazionali. 
Solidarietà umana, coraggio, tolleranza nel confronto, rigore morale, impegno critico, ascolto, mitezza negli approcci. 
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* PROGETTO DI VITA – 
Rappresenta il nucleo semantico-concettuale, la ragion d’essere di officina, per il nostro Movimento. 
Dare risposta alle necessità e ai desideri, magari inconfessati, viscerali, profondi, di una creatura con seri deficit, priva del focolare domestico; consentire all’interessato di fruire (pur dopo il venir meno dell’architrave familiare) di cure e atmosfere modellate sull’attuazione effettiva dei suoi sogni, sul presidio attento delle sue esigenze.
L’obiettivo immediato sarà, al riguardo, persuadere quanto prima i singoli Comuni ad avviare e far funzionare il ‘Registro municipale per i Progetti di vita’, secondo l’esempio-modello già inaugurato da Reggio Emilia. 
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* COLLABORAZIONE CON OGNI RISORSA e FILAMENTO “DEBOLOLOGICO” LOCALE –
Tutto ciò che è vivo e battagliero, autentico, nobile, fragrante, in quella certa città e dintorni; tutto ciò che sia schierato dalla parte degli ultimi o dei penultimi, delle vittime, che sia rappresentativo di interessi meritevoli-altruistici-affluenti, ben organizzato a livello associativo, collettivo o personale, territorio per territorio: tutto questo andrà bene, per noi di Dm, come alleato, come ispiratore, come compagno di strada, di tandem e di battaglia. 
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* SEGNALAZIONE DI SOPRUSI E DISFUNZIONI TERRITORIALI, NELLE NOSTRE PAGINE FB - 
Scuole pericolanti, danneggiati e maltrattati vari, Centri di salute mentale che non fanno abbastanza, Consumatori presi in giro, Ospedali in tilt, Sindaci indifferenti ai disguidi, Case di riposo in cui si legano gli ospiti, Devastazioni ambientali, Asili o nidi malconci, Badanti che approfittano della situazione, Abbandoni istituzionali, Barriere architettoniche assurde, Fabbriche che inquinano in modo spropositato, Ruberie, Nepotismi, Servizi sociali neghittosi, Parchi con le siringhe, Carceri sovraffolate, Prepotenti di quartiere senza controllo 
>>> NO GRAZIE, passeremo il tempo a dirlo, a scriverlo, a documentarlo, a ’denunciarlo’, pur con tutta la prudenza e positività necessaria.
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* SEGNALAZIONE DI PRATICHE ESEMPLARI, RASSERENANTI –– 
Parleremo anche di chi, intorno a noi, fa il proprio dovere, magari anche di più: cioè dei maestri che si prodigano, dei medici generosi, degli assessori lungimiranti, dei sacerdoti limpidi e altruisti, dei protocolli coraggiosi, dei nidi e crogioli fecondi, di tutto ciò che in quel certo contesto emana efficienza, intelligenza, fierezza del proprio lavoro, amore per il prossimo (fa ridere oggi questa parola?). 
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* LABORATORIO PRATICO-TEORICO - 
Lavorando (come Dm) sulle storie e sui casi singoli può capitarci, accadrà non di rado, che si facciano delle scoperte: utili per aprire strade nuove, inesplorate, per l’intero diritto civile. 
d es., fin dove giunge il diritto di non soffrire? 
Quali sono i puntelli e risvolti esistenziali del diritto alla salute? 
A che gradino stanno arrivando i diritti degli animali?
Perché è giusto che l’amministratore di sostegno risponda, in sostanza, solo in caso di colpa grave?
Quando si può parlare di un diritto alla ‘realizzazione personale’?
È nelle piccole cucine che nascono spesso le grandi ricette, che si intravedono le praterie. Se un ‘matto’ arreca un danno ad altri, è giusto che non paghi niente? 
Uno che dentro di sé accusa qualche ombra, uno che però funziona abbastanza, orbene, è ragionevole che possa fare testamento, decidere lui il da farsi col dentista, magari sposarsi, fare regali alla fanciulla che ama?
Davvero è il ‘consenso’ la chiave della nuova medicina/bioetica, o non lo è piuttosto la necessità che chi ha il potere, la scienza, l’autorità, faccia sempre LUI il proprio dovere? 
Come assicurare, a chi sta morendo, e vacilla un po’ con la testa, la possibilità (medicina a parte) di andarsene serenamente, chiudendo i conti con certe persone, perdonando e facendosi perdonare, lasciando i suoi beni a chi gli sta davvero a cuore? 
‘Capacità legale’, ‘capacità di intendere e volere’, vogliamo ancora usarle queste parole, servono tutt’oggi categorie del genere?