Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 10/07/2019

I comuni possono aiutarsi reciprocamente per finalità di interesse generale – Corte Conti Veneto 135/19

La Corte dei Conti, sez. di controllo per la Regione Veneto, con deliberazione 23 maggio 2019, n. 135, ha ribadito un principio, da cui discende un’applicazione pratica molto importante per l’azione degli enti locali. Questi ultimi possono realizzare le loro finalità istituzionali anche contribuendo in termini finanziari alla realizzazione di un’opera i cui benefici ricadono sul territorio di un altro comune.

Nel caso di specie, i giudici contabili veneti hanno riconosciuto la legittimità di un contributo erogato da parte di un comune per il sostegno di un altro comune ricadente nella medesima cintura metropolitana. Il contributo in parola serve per la realizzazione di un’opera infrastrutturale, che beneficia, in ultima analisi, entrambi gli enti locali coinvolti.

La Sezione ha inteso ricordare che, ai sensi dell’art. 13 TUEL, il Comune esercita tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione e il territorio comunale, in particolare nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto e utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico.

Quale è lo strumento che permette al comune di agire nel modo sopra descritto? E’ la convenzione ex art. 30 TUEL, la quale – come è noto – non costituisce alcun soggetto giuridico ex novo tra i sottoscrittori, ma individua uno strumento pattizio di natura pubblicistica, funzionale al perseguimento di finalità di interesse collettivo, come nel caso di specie.

Preme evidenziare che la Sezione ha voluto rimarcare che l’attribuzione patrimoniale disposta dall’ente locale, quanto risulti funzionale al perseguimento di finalità di interesse generale, può essere destinata sia a soggetti pubblici sia a soggetti privati.

Ciò che è richiesto all’ente locale è di verificare la proporzionalità del contributo erogato rispetto al beneficio che ne può trarre la comunità di riferimento che, come nel caso in oggetto, può peraltro essere non quella strettamente coincidente con i confini dell’ente locale che dispone la contribuzione, ma può essere identificata anche con una comunità più larga, che comunque è collegabile (nel caso di specie si trattava di una infrastruttura viaria) al comune erogatore.

Da quanto sopra riportato discende che, in particolare nell’ambito delle forme di cooperazione tra enti locali, i comuni hanno a disposizione uno strumento di “solidarietà territoriale” con il quale agire in un’ottica di collaborazione, al fine di realizzare opere, infrastrutture e servizi che possono beneficiare la comunità di quel territorio.