Cultura, società - Intersezioni -  Redazione P&D - 27/09/2018

Ho un orto: Fiori - M.R.P.

Ho scoperto nella cura del giardino e dell’orto che non sono molto romantica, più che le rose (mi perdonino) osservavo le zucche (che ora ho colto e mangio). Ma la rosa è la rosa, i fiori precedono i frutti. Tutto nel fiore sembra effimero e tutto nel fiore è ciclico.

Ciclamini

Sono scomparsi i ciclamini rossi
a uno a uno, restavano spoglie secche
di fiori sbiaditi. Le foglie forti
restavano, venate 
di beige, sempre più beige, accartocciava 
il verde. E presto anche le foglie sono 
finite. Restava la terra in vaso, 
una cupola secca, un buffo cranio,  
un golgota. Senza le croci, solo 
un palla sepolta che per inerzia 
mi ostinavo a bagnare. 
Tastavo la calotta spoglia e dura. 
Morta. Sversavo per pigrizia l’acqua
dalla ciotola dei gatti. Ho lasciato
per nostalgia sempre lì la brulla
terra, quasi superficie lunare 
in mezzo al rigoglio delle altre piante.
E un giorno, un bel giorno, come si dice 
nelle fiabe: fiori rossi spuntavano 
già maturi dalla calotta, e foglie 
e sorridevano di vegetale  
ironia. Tutti ho raccolto a stupirsi
del rifiorire della vita. Un dono
ciclico dei ciclamini. Brillando
al sole “non esaltarti” mi dicono: 
abbiamo dormito e che tu non mai 
riposi? Io non so nulla 
dei ciclamini. Non so la loro intima 
vita, i loro pensieri 
sepolti nella calotta di terra.
So che devo dissetare e sperare
che i ciclamini vogliano tornare.

Brevità

Troppo troppo breve appare ai nostri occhi,
assetati di bellezza, la vita
dei fiori. Ma a loro, a chi più a chi meno,
perfetta appare. Sanno di tornare
al prossimo volgere di stagione.
Altri individui e diversi, per noi. 
Per loro, forse, stessa 
forma e sostanza. Troppo, troppo breve
a noi appare ogni esistenza, a noi
troppo assetati di vita. La fiamma
dell’azalea, che s’alza
a fianco della casa, nel momento
del massimo splendore i primi fiori
fa cadere. Così tutto si regge
e si governa. Così un poco piangono
anche i fiori la vita.