Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 01/02/2019

Gli obblighi di pubblicità e trasparenza per gli enti non profit che ricevono contributi pubblici – Circ. Min. Lav. 2/19

Al fine di chiarire i contenuti dei commi citati, recentemente é intervenuto il Ministero del Lavoro con Circolare dell’11 gennaio 2019, n. 2, nella quale sono stati forniti importanti chiarimenti, che possono aiutare gli enti non profit nell’adempimento degli obblighi di cui trattasi.

In primo luogo, merita ricordare chi sono i soggetti destinatari. Essi ricomprendono i soggetti del terzo settore e le imprese. Per quanto riguarda gli enti del Terzo settore, essi annoverano anche le associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale e quelle presenti in almeno cinque Regioni individuate con decreto del Ministro dell’ambiente e tutela del territorio e del mare, nonché le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale (circ. n. 2/19). Nelle imprese rientrano anche le imprese sociali e le cooperative sociali

Operata questa distinzione, che rileva ai fini delle diverse modalità di adempimento all’obbligo di pubblicità previsto dal comma 125, l. 124/2017, la Circolare ministeriale n. 2 specifica che l’obbligo di pubblicità è “da ritenersi distinto dagli obblighi di rendicontazione del vantaggio economico ricevuto, ai quali gli stessi sono tenuti nei confronti della P.A. che ha attribuito l’ausilio finanziato o strumentale, in forza del titolo legittimante l’attribuzione medesima. Tali obblighi esulano dall’applicazione delle disposizioni in oggetto. In tale prospettiva rientrano nel predetto obbligo di informazione anche le somme percepite a titolo di cinque per mille, in quanto l’obbligo in parola è diverso, per contenuti e modalità, rispetto ai vigenti obblighi di rendicontazione”.

Ne discende che nel nuovo obbligo rientrano anche le somme percepite a titolo di ripartizione del 5 per mille IRPEF, in quanto diverso per contenuti e modalità dell’obbligo di rendicontazione di cui all’art. 11-bis, DPCM 23 aprile 2010 (così come modificato dal dpcm 7 luglio 2016).

La Circolare ministeriale precisa che per le cooperative sociali si deve ricorrere ad una interpretazione sostanziale della loro configurazione civilistica, che conduce a ritenere applicabile alle stesse la disciplina prevista per le imprese. Pertanto, “le cooperative sociali sono tenute ad adempiere agli obblighi previsti dalla normativa in esame in sede di nota integrativa del bilancio di esercizio e[…] del bilancio consolidato, ove esistente.” La circolare n. 2/2019 sottolinea che, oltre all’obbligo di pubblicazione in esame, le cooperative sociali sono tenute, in forza di quanto stabilito nel già citato comma 125, a pubblicare ogni trimestre nei propri siti internet o portali digitali l’elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e protezione sociale, qualora svolgano attività a favore di stranieri di cui al d. lgs. n. 286/1998.

In secondo luogo, merita ricordare che gli obblighi informativi riguardano la pubblicazione dei vantaggi economici ottenuti, che ricomprendono:

i contributi, le sovvezioni e i sostegni a vario titolo ricevuti dalla P.A. ovvero da enti ad essa assimilati;

le somme erogate dalla P.A. a titolo di corrispettivo, da identificarsi in una “controprestazione che costituisce il compenso per il servizio effettuato o per il bene ceduto, in quanto traenti titolo da un rapporto giuridico caratterizzato, sotto il profilo causale, dall’esistenza di uno scambio”.

Il vantaggio economico può riguardare anche risorse strumentali come, ad esempio, il comodato di un bene mobile/immobile. In tal caso, per adempiere agli oneri pubblicitari il riferimento è il valore dichiarato dalla P.A. che ha attribuito il bene in questione.

Per quanto riguarda l’arco temporale cui deve fare riferimento l’obbligo di informazione, devono essere pubblicate tutte le somme effettivamente ricevute nell’anno solare precedente (1.1.-31.12) “indipendentemente dall’anno di competenza cui le medesime somme si riferiscono (si applica, dunque, il principio di cassa). Il comma 127 esenta gli enti beneficiari dagli obblighi di pubblicazione nel caso in cui l’importo complessivo dei vantaggi economici ricevuti sia inferiore a € 10.000 nel periodo considerato. La circolare n. 2 chiarisce che detto importo va inteso in senso cumulativo, ossia deve riguardare tutti i vantaggi economici ricevuti e non è riferito alle singole erogazioni. Ciò significa che se i vantaggi economici superano complessivamente la predetta soglia devono essere “Pubblicati gli elementi informativi relativi a tutte le voci che, nel periodo di riferimento, hanno concorso al raggiungimento o al superamento di tale limite, quantunque il valore della singola erogazione sia inferiore a € 10.000”.

La circolare n. 2/2019 richiama la necessità che le informazioni siano fornite “preferibilmente in forma schematica” e siano “di immediata comprensibilità per il pubblico”. Nello specifico, gli enti beneficiari devono avere cura di indicare i seguenti elementi identificativi: denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente; denominazione del soggetto erogante; somma incassata per ogni singolo rapporto giuridico sottostante; data dell’incasso; causale dell’incasso.

La circolare n. 2/2019 dedica uno spazio specifico alle modalità di comunicazione, distinguendo, anche in questo caso, tra soggetti del terzo settore e imprese. I soggetti non profit devono pubblicare le informazioni sul proprio sito internet ovvero sul portale digitale entro il 28 febbraio 2019. Qualora non fosse disponibile il sito internet, “il riferimento ai portali digitali rende possibile l’adempimento degli obblighi di pubblicità e trasparenza anche attraverso la pubblicazione dei dati in questione sulla pagina Facebook dell’ente medesimo” In mancanza di portali digitali, le informazioni possono essere pubblicate sul sito della rete associativa cui aderisce l’ente del terzo settore.

Le imprese, invece, assolvono gli obblighi in esame mediante l’indicazione delle predette informazioni nella nota integrativa del bilancio di esercizio / consolidato.

In forza del parere del Consiglio di Stato del 1 giugno 2018, n. 1449, l’obbligo informativo decorre dal 2019 “relativamente ai vantaggi economici ricevuti a partire dal 1 gennaio 2018”.

Infine, la Circolare precisa che l’attività di controllo è di competenza delle P.A.: ad esse, infatti, spetta il compito di vigilare sull’avvenuto adempimento dell’obbligo di pubblicità da parte dei soggetti beneficiari. E ciò è coerente con la previsione contenuta nell’art. 93, comma 3, del Codice del Terzo Settore, che attribuisce alle P.A. ed agli enti locali la funzione di verificare il corretto utilizzo da parte dei beneficiari delle risorse pubbliche, finanziarie e strumentali, ad essi erogate.

In caso di inosservanza dell’obbligo di pubblicità, il comma 127, l. n. 124/2017 prevede l’obbligo per le sole imprese di restituire le somme ricevute entro 3 mesi dal 28 febbraio di ciascun anno. Il Consiglio di Stato ha ritenuto di esentare gli enti del terzo settore da tale sanzione in forza della loro non lucratività.

Si richiama l’importanza delle disposizioni contenute in questa circolare del Ministero del Lavoro sia per l’attività degli enti del terzo settore sia per l’obbligo di verifica, monitoraggio e controllo che spetta in capo agli enti locali e alle P.A. in generale.