Deboli, svantaggiati - Minori, donne, anziani -  Rega Ilaria - 15/09/2013

GIU' LE MANI DAI BAMBINI - Ilaria REGA

E" di questi giorni la notizia di Rawan, una bambina yemenita di 8 anni, morta per le lesioni riportate durante la prima notte di nozze con un uomo di 40 anni. Purtroppo questa non è una notizia isolata, infatti in Yemen (e non solo) è usanza far sposare bambine ad uomini in età adulta.

Da un rapporto dell'Unicef emerge che il 14% delle yemenite si sposa prima dei 15 anni, e sono solo il 48% quelle che superano i 18.  Fino agli anni 90, infatti, 15 anni erano l"età minima in Yemen per contrarre matrimonio, poi questa legge venne abolita lasciando libera scelta ai genitori su quando far sposare le figlie. Anche dalle nostre parti, soprattutto al sud, l"età da marito era notevolmente bassa fino a qualche tempo fa.

Quella delle spose bambine, costrette spesso a sposare uomini adulti, è una triste realtà  non solo in Yemen, il Niger ha il triste primato di questa usanza seguito da Ciad, Bangladesh, Mali, Guinea, Repubblica Centrafricana, Nepal, Mozambico, Egitto, Uganda, Burkina Faso, India, Etiopia, Liberia, Yemen, Camerun, Eritrea, Malawi, Nicaragua, Nigeria, Zambia, l"Arabia Saudita e in Afghanistan.  Di solito le bambine vengono date in sposa per saldare debiti, oppure, in alcuni casi, nei paesi in cui è previsto che la famiglia della donna debba pagare una dote al futuro marito, se la sposa è molto giovane la dote è molto inferiore e quindi soprattutto le famiglie meno abbienti sono costrette a far sposare molto giovani le figlie.

Indubbiamente la notizia di Rawan ha destato molto clamore e  sgomento, anche nel nostro paese, ma ecco il colpo di scena, è proprio sempre di questa settimana la notizia che gli italiani sono al primo posto per il turismo sessuale minorile.

Padri di famiglia, mariti, che dismessi i panni da lavoro, vestono quelli di  "Orchi", sfruttatori di sofferenza e povertà.  Non bisogna andare molto lontani; anche nel nostro paese quella delle violenze sessuali ai danni di minori è una realtà, in Italia  sono 4.319  gli abusi e  le violenze denunciati ai danni dei bambini. Per poi non parlare di tonnellate di materiale pedopornografico che ogni anno vengono intercettate on line dalla Polizia Postale. Nel 2012 a Napoli è stato ritrovato materiale pedopornografico con  video di neonati che subivano violenze inaudite, qualcuno di essi probabilmente a seguito delle violenze subite potrebbe esser stato ucciso, e questo materiale viaggiava sul cosiddetto "deep web", una sorta di rete invisibile che garantisce agli internauti completo anonimato.

Nonostante una corrente di pensiero voglia far passare la "pedofilia", anche se è una "consuetudine" che si perde nella notte dei tempi, come un orientamento sessuale da non criminalizzare, onestamente l"abuso a danno di minori, non ci sentiamo proprio di considerarlo  come "normale". E neppure civilmente giustificabile.  Nessuna scusante per chi approfitta di esseri indifesi per fini abietti. Le leggi, siano esse di natura o dell"uomo, derivano da principi etici  e motivazioni giuridiche. I minori non possono essere consenzienti perché, al cospetto della legge, sono incapaci di intendere e volere. Chi abusa dei bambini non ha scuse, è un criminale per la legge e contro natura.