Biodiritto, bioetica - Ingegneria genetica -  Redazione P&D - 19/02/2015

FUTURO ANTERIORE - Giuseppe FEDELI

Embrioni congelati 19 anni fa, via libera all"impianto dopo la morte del marito. Accolto il ricorso di una cinquantenne ferrarese. Il Sant"Orsola dovrà provvedere subito. La donna: «Valuterò cosa fare». E ancora: «Ho intrapreso questa azione per continuare un percorso iniziato con il mio amato marito, spinta da una grande speranza che riversavo nella maternità, che vedevo come la continuazione dell"amore tra me e mio marito». 19 anni in un limbo che nemmeno Dio-forse- sa "collocare". 19 anni criocongelati, in attesa di co-produttore. 19 anni che sono press'a poco un quarto di vita, dove i rumori del mondo non arrivano, e, se arrivano, arrivano impercettibili. 19 anni...

Mi sovviene al riguardo uno dei corti mandati in onda negli anni 70, della serie "Twilight zone" -ai confini della realtà-, vale a dire lungo quel filo sottilissimo che separa il tangibile contingente dall'"Oltre", il Metafisico. Un uomo si trova catapultato d'emblée in un mondo a lui estraneo, il futuro. La scena d'apertura è una piazza stile vittoriano di una cittadina britannica, dove la vita scorre placida, nel segno della quotidianità. Ma questo sipario contraddice la sorte dell'uomo, piovuto lì "a caso", spostandone il destino. Il bello è che per i suoi "simili" è come se niente fosse, mentre lui è spettatore inebetito di un flusso di coscienza che non sa dominare. Gli altri lo riconoscono, lui no. Gli eventi aderiscono piani alla vita, laddove un senso d'inguaribile straniamento coglie l'"alieno". Fino a quando, contrariamente a quanto avevano decretato per lui gli astri, il protagonista non viene disgraziatamente travolto da una carrozza e, nel commiato, rivede come in un flash back la vita quale sarebbe stata, se non fosse intervenuto un aprosdoketon a deviare il corso naturale degli eventi.

19 anni a - 197 ° centigradi, in forma di embrione. Un respiro "raggrumato" che cerca un altro respiro, per dare il la alla "rappresentazione" della vita, che porta in nuce un'orfanezza. Un'esistenza a tavolino, programmata in nome e per conto di, non, come usa dire -et sacrosanctum est!...- quando Iddio vorrà. Quel Dio escomiato dall'uomo-Demiurgo che, spodestando la Divinità, ha schiuso uno scenario a dir poco inquietante. Se è infatti vero che la scienza ha sovvenuto alle richieste di coppie infertili o comunque defraudate per svariate ragioni di quello che esse rivendicano come un diritto (ma, l'interrogativo s'accampa d'imperio, è amore o egoismo?...), è del pari vero che, come tempo addietro profetava Hans Jonas, la techné ha ormai asservito l'uomo e il suo "io penso" alle esigenze sue proprie, aggiogandolo al suo Statuto. Uno Statuto la cui anima è composta di miliardi di 010101..., nel quale i palpiti di uno sguardo che si piega sull'altro non trova ospitalità, se non in una proiezione ipotetica. Un'onnipotenza che spalanca scenari sempre più inquietanti, e corre a briglie rotte verso l'eugenetica. E così, in un domani ormai alle porte, non solo si potrà programmare quando dare la "carica" a un essere umano, ma anche il colore degli occhi e della pelle, il DNA e il corredo cromosomico "epurato" di tare genetiche, malattie ereditarie, di ogni possibile rischio. Un'umanità di esseri omologati e genuflessi a un diktat che trascende la natura, vòlto cupidamente a una dimensione dove, incontrastata sovrana, regna la tecnologia e, legati a doppio filo, l'efficientismo da un lato, e la brama di possesso e di denaro dall'altro. Uno scenario simile a Metropolis di Fritz Lang, agli incubi ed ai mostri che nessuna corrente al pari dell'Espressionismo tedesco ha saputo trasporre, in maniera così violenta e vivida, nel mondo della celluloide. Una Metropolis dentro e fuori di noi.

 

«Se è difficile immaginare la vitalità degli embrioni scongelati dopo così tanto tempo e con una madre certo non più giovane, resta l"ombra di uno o più bambini che potrebbero nascere orfani di padre prima ancora dell"inizio della gravidanza», è il commento di Avvenire sulla decisione adottata in via d'urgenza dai giudici di Bologna.