Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 17/03/2019

Figli che non si comportano benissimo …

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C’è il figlio che non riesce a scongiurare una  triste predizione e finirà, malgrado tutto,  dapprima per unirsi carnalmente alla propria madre e   più tardi per uccidere il  proprio padre (EDIPO RE).

E c’è quello che fugge di casa per unirsi a dei cavalieri splendenti, incurante della disperazione della madre Herzeleide, la quale  morrà di mal di cuore (PARSIFAL).

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Ci sono le figlie  che osteggiano crudelmente il vecchio padre, senza alcun rispetto per la sua canizie  e per la sua debolezza mentale  (RE LEAR); oppure  i figli -  l’uno  depresso, l’altro fallito, un altro ancora sregolato -  i quali  forzano a tutti i costi i vecchi  genitori a prendere decisioni sbagliate  (LE CORREZIONI).

C’è la figlia adolescente che, complice un’amichetta, passa il tempo a tendere trappole amorose al proprio padre, con il quale  riuscirà una notte a  coronare,  alfine,  i propri sogni morbosi (APPASSIONATA).

  E c’è quella   che rompe con lo stile di famiglia e  organizza a un certo punto un attentato con  una bomba, ciò che getterà nella disperazione i suoi cari, soprattutto il padre (PASTORALE AMERICANA).

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C’è il   congiurato che,  in una giornata di marzo, per ragioni politiche,  pugnalerà   con altri il proprio  padre  adottivo -  deciso ad accrescere  sempre più i suoi poteri  nel governo di Roma antica (GIULIO CESARE). 

C’è il figlio, geloso del nuovo legame amoroso della propria madre, che avvelena sia questa sia l’amante di lei con la stricnina, precipitando  in un viluppo  che lo porterà  a identificarsi sempre più nella personalità  materna,   e a commettere in questa veste  nuovi delitti  (PSYCHO). 

E c’è il giovane ereditiero,  egoista  e altezzoso, che approfitta  dell’ascendente che esercita presso la dolce madre  per impedirle di realizzare il  sogno d’amore ch’essa coltiva da sempre  verso un affascinante uomo, inventore di automobili (LO SPLENDORE DEGLI AMBERSON).