Responsabilità civile - Causalità -  Elisa Bucci - 20/03/2018

Festa in classe e responsabilità della scuola per infortunio sul lavoro – Cass. 749/2018

Un'insegnante proponeva domanda di risarcimento del danno contro il Ministero dell'istruzione dopo che era stata colpita ad un occhio dal tappo di una bottiglia aperta da un alunno nelle ore di lezione durante un festeggiamento.

L'impugnazione dell'insegnante faceva perno sull'art. 2087 c.c. comprendente la previsione di vigilare sull'applicazione ed il rispetto della norma tutelata.

In particolare, secon la ricorrente l'istituto era responsabile in quanto l'introduzione nella scuola di bevande alcoliche avrebbero inciso sul fattore rischio in ragione dell'alterazione solitamente indotta dalle sostanze stesse.

La Corte di cassazione con la sentenza allegata ribadisce che il lavoratore che agisce ex art. 2087 c.c. ha l'onere di dimostarre l'inademimento del datore di lavore ed il nesso causale tra l'inadempimento ed il danno.

L'art. 2087 c.c. non introduce una ipotesi di responsabilità oggettiva e pertanto la responsabilità datoriale va collegata alla violazone di obblighi di comportameto imposti da norme di legge o suggeriti dalle migliori conoscenze sperimentali o tecniche del momento al fine di prevenire infortuni sul lavoro.

Spiega la Corte che la diligenza oltre a costituire criterio per valutare l'esattezza dell'adempimento esaurisce l'oggetto della obbligazione, in ordine allo specifico pericolo di cagionare proprio quell'evento concreto che si è verificato.

Nel caso di specie la mancata proibizione del festeggiamento attesa la partecipazione di ragazzi maggiorenni o vicini alla maturirà e il carattere usuale dello stesso non consentivano di ravvisare un aggravamento del rischio professionale. La condotta abnorme dell'alunno (che si è avvicinato all'insegnante agitando la bottiglia) non consentiva di ravvisare una serie causale prevedibile ed adeguata rispetto al festeggiamento.

L'art. 2087 c.c. può dare orgine ad una repsonsabilità del datore di lavoro per l'infortunio occorso al lavoratore solo allorchè con comportament specifici ed anomali determini un aggravamento del tasso di rischio e di pericolosità ricollegato indefettibilmente alla natura dell'attività che il lavoratore è chiamato a svolgere.

Infine, la Corte respinge il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese di causa.