Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 21/11/2019

Ferrara, uccide a pugni la nonna per soldi: lei lo aveva denunciato due anni fa

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Leggete qui sotto. Una storia davvero sconvolgente.

Ecco cosa intendo quando parlo di ‘Contratto di rifioritura’. Anche se una formula così ‘rosea’ sembra assurdamente gentile e bucolica se applicata a un giovanotto che si è reso colpevole di un delitto del genere.

Ma non bisogna perdere la testa.

Come mi dissocio dal buonismo di chi vede nei tossicodipendenti degli angeli sfortunati cui bisogna perdonare qualsiasi cosa, così mi dissocio dall’ispirazione di chi li sventola davanti alla pubblica opinione per spostare ancor più nel buio l’italia e propone vie d’uscita approssimative e forcaiole.

La proposta di Diritti in Movimento è quella di un ‘contratto’ che lo Stato fa col tossicodipendente, contratto gestito per conto dello Stato non dal giudice penale, né dallo psichiatra, bensì dal giudice tutelare, che fa questa proposta all’interessato:
“Sei un tossico e indoviniamo che vorresti uscirne, siamo qui per darti una mano - nel tuo interesse, ma anche nel nostro, perché, seppur non vogliamo criminalizzarti preventivamente, non siamo affatto tranquilli sul tuo conto - leggiamo i giornali, ogni giorno vediamo purtroppo che c’è qualche tossico che uccide sua nonna o suo padre perché non gli dà i soldi per la dose, oppure ammazza qualche poveretto alla guida di un’auto, rubata o meno.
Comunque uccide se stesso.
Quindi ecco qua: se davvero vuoi uscirne, noi ci impegnamo a trovarti la comunità giusta, o quel che è, e a fare e darti nella misura del possibile quello che ci chiederai, tu ti impegni a tua volta a seguire il percorso che ti prospettiamo: e sei d’accordo sul fatto che se trasgredisci a qualcuno degli impegni che assumi oggi, noi te lo faremo comunque rispettare, ti piaccia o meno …”.

La linea è insomma quello dell’aiuto a chi sta male, della prevenzione dell’autodistruzione totale o del suicidio: ma anche della seria preoccupazione per tutti coloro cui il tossicodipendente, coi pugni, col coltello o alla guida di un’auto, potrebbe fare del male.
“Smettiamo con oggi di vederti come un mostro, ma anche di fare finta che tu sia uno zuccherino sventurato cui tutto è consentito”.
E la novità è quella di puntare su una gestione ‘esistenziale’ della via d’uscita: affidata al giudice civile, ovviamente circondato dagli esperti giusti, ma che ha lui le briglie ‘civili’ del coordinamento e come tale prospetta all’interessato in difficoltà un percorso incardinato non solo sul momento farmacologico o restrittivo, ma anche - con un sapiente intreccio a tutto campo, col tratteggio di un’agenda ben precisa, lungo le 24 ore - sul profilo familiare, assistenziale, creativo, residenziale, lavorativo, sportivo, associativo, riabilitativo, altruistico, se occorre evangelico, scolastico, culturale, fisioterapeutico, del tempo libero, cooperativistico, artistico e così via.

Un ventaglio di rifioritura, di riemersione complessiva, di ritorno allla normalità e alla ragione, un collegamento profondo “a ciò che per primo tu vorresti essere, fare, avere, dire, fare baciare …”.

--- SEI SPEZZATO IN DUE, ANCHE TU PERO’ HAI DEI DOVERI, COME TUTTI

--- NOI OGGI CI ALLEIAMO ALLA TUA PARTE CHIARA PER COMBATTERE INSIEME CONTRO LA TUA PARTE SCURA.

--- UN GIORNO MAGARI, APPENA PASSIBILE, RESTITUIRAI …

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ECCO LA NOTIZIA DAL GIORNALE (ORRENDA)
Arrestato P., 22 anni. La vittima massacrata in auto
FERRARA. Tragedia ieri notte a Ferrara. Un ragazzo di 22 anni, P., ha ucciso la nonna, M., 71enne, a pugni mentre erano in macchina in via Marconi, in una zona vicino all'area industriale di Ferrara. L'episodio si è verificato intorno alle 21.10. Ad accorrere sul posto un appuntato dei carabinieri libero dal servizio. Il militare era stato informato al telefono da una parente che aveva visto, dalla propria auto, che nella macchina di fronte alla sua un giovane stava picchiando una donna. Il carabiniere è riuscito a salire sulla macchina in corsa e a bloccare il giovane, arrestato per omicidio aggravato per lesioni.
Secondo le prime informazioni, la donna sarebbe stata ancora viva al momento dell'intervento del militare ma sarebbe morta mentre veniva portata in ospedale in ambulanza. Dalle ricostruzioni è emerso che il ragazzo, in probabile stato di alterazione psico fisica, fosse stato preso in affidamento dai nonni dopo il divorzio dei genitori e fosse già stato arrestato nel 2019 per estorsione sempre nei confronti dei nonni.
Nel 2017, infatti, la nonna l'aveva denunciato dopo l'ennesimo episodio di violenza e percosse. Lui era stato allontanato da casa con un divieto di avvicinamento. I mesi passati lontano dai nonni li ha trascorsi a casa della madre, spesso assente. Il padre non c'era. Fin dall'adolescenza P. ha avuto problemi di tossicodipendenza.All'interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.