Famiglia, relazioni affettive - Ordini di protezione, antiviolenza -  Redazione P&D - 23/03/2019

Est modus in rebus - Antonella Maggi

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Caro Professore, entro in punta di piedi e con molto rispetto in questa finestra di commenti autorevoli.  
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Condivido in pieno quello che scrive ma non posso sottacere che questo obbligo di protezione dovrebbe estendersi anche a vantaggio di chi è “vittima” del “feroce sesso debole”. 
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In pochi giorni e con “decreto inaudita altera parte”, un Got donna, correttamente suggestionato dai media e dal difensore di una “gentildonna”, ha emesso un ordine di protezione nei confronti di un padre mite, lavoratore, che ha solo più volte cercato di “proteggere” la figlia disabile dalle violente invettive della madre “a spillo”.
--- Ne ha disposto l’allontanamento dalla casa coniugale nonostante lo stesso fosse già da tempo lontano dalla stessa e ne ha vietato la frequentazione della figlia minore ...pur senza che vi fosse sulla stessa traccia alcuna di violenza.
--- In poche ore grazie a questo ordine di protezione non è stato evitato un dramma ma “confezionato” un abuso .... e legittimato un escamotage 
per contrastare la richiesta di addebito della separazione formulata dal “marito tradito”.
Non solo. Il GOT ... ben suggestionato ha reso possibile un’alienazione perfetta. 
Fino ad oggi nessuno ha considerato “l’effetto d’urto” sulla minore.
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In poche ore lo Stato, cavalcando la suggestione della “violenza” ha ferito a morte una bambina di soli sette anni “premiando” l’infamia di un avvocato molto poco leale e molto poco probo. 
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Questo episodio non sarà né il primo né l’ultimo. Quante altre saranno le vittime di questo abuso al “rovescio”?
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Prima dei giudici ... andrebbero “valutati” gli Avvocati che “abusano della funzione pubblica” e violano il dovere di Verità al quale dovrebbero adempiere, pena la RADIAZIONE.